Duri ma molto adattabili gli antichi coralli

1314627.jpgUn gruppo di ricercatori dell’Accademia delle scienze polacca e dell’Università di Varsavia, in collaborazione con colleghi del Muséum National d’Histoire Naturelle di Parigi, ha scoperto che lo scheletro di una specie di coralli fossili risalenti a circa 70 milioni di anni fa è costituito da calcite invece che da aragonite, così come avviene nel caso dei coralli moderni.
Secondo quanto si legge nell’articolo A Cretaceous Scleractinian Coral with a Calcitic Skeleton, firmato da Jaros³aw Stolarski, la scoperta getta un ponte evolutivo tra i coralli “duri”, o scleroattinie, che si sono sviluppate durante il Triassico e i coralli rugosi che scomparvero poco prima della grande estinzione del Permiano, avvenuta circa 250 milioni di anni fa.
L’aragonite è metastabile in condizioni di temperatura e di pressione ordinarie, e può andare incontro a una trasformazione diagenetica in calcite, che invece è stabile in condizioni ambiente. La maggior parte dei fossili di sclerattinie si sono perciò dissolti o trasformati in calcite, mantenendo solo la morfologia macroscopica. In questi casi, la mineralogia originale può essere ricavata solo sulla base del contenuto di stronzio, e per analogia con le sclerattinie viventi.
Poiché i fossili di coralli formano gran parte delle barriere coralline attuali, era opinione diffusa che gli scheletri fossero solo di aragonite. Il fatto che in un’epoca remota questi organismi avessero uno scheletro di calcite fa ipotizzare che il cambiamento sia avvenuto in risposta a una variazione delle condizioni biochimiche delle acque marine. (fc)

Fonte: LeScienze

Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: