GB; VIA LE DIGHE, TORNA LA PALUDE COSTIERA

LONDRA, 8 OTT – Circa cinquecento anni fa, alcuni coloni olandesi iniziarono a costruire una diga per sottrarre al mare uno sperduto angolo di costa della regione inglese dell’Essex; oggi, un progetto della Royal Society for the Protection of Birds (RSPB) mira a restituire quella che un tempo era l’isola di Wallasea – e che e’ diventata nel frattempo un terreno agricolo minacciato dalla crescita del livello del mare – al suo aspetto originario: una distesa di paludi, isole, laghetti e ruscelli dove troveranno rifugio rare specie di uccelli scomparse da tempo in Gran Bretagna. Per il direttore esecutivo della RSPB, Graham Wynne, ”Wallasea diventera’ una magnifica palude costiera, piena di specie animali e vegetali, in un territorio unico e speciale. Ricostruiremo habitat perduti piu’ di quattrocento anni fa e prepareremo l’area all’innalzamento del livello del mare. Questa e’ una terra presa a prestito dal mare, e che ora il mare sta chiedendo indietro”. Il progetto coinvolgera’ un’area di 728 ettari e costera’ 12 milioni di sterline (circa 18 milioni di euro). Si tratta della piu’ grande operazione di questo genere in Europa: fino ad oggi, simili iniziative per restituire la terra alle acque sono state realizzati in Danimarca, Olanda e Germania, ma su scala piu’ ridotta. L’RSPB come primo passo ha intenzione di avviare una serie di consultazioni con gli abitanti della zona – negli ultimi anni, infatti, un progetto simile e’ stato cancellato per l’opposizione della popolazione. Il direttore dell’iniziativa, Mark Dixon, ha spiegato che non si trattera’ semplicemente di abbattere le dighe che fino ad oggi hanno protetto Wallasea dal mare: se cosi’ si facesse, le acque sommergerebbero semplicemente l’intera area, che nel corso dei secoli si e’ abbassata rispetto al suo livello originario. Sara’ invece costruita una serie di dighe piu’ basse che divideranno Wallasea in cinque aree e, in seguito, l’acqua marina verra’ reintrodotta gradualmente. ”Ogni nuova isoletta – spiega Dixon – avra’ il suo proprio meccanismo di controllo delle maree”. Sono previsti anche la costruzione di un centro per i visitatori, di una pista ciclabile e di spiagge artificiali per i cittadini dei villaggi lungo il Tamigi ad est di Londra. Il progetto della RSPB si affianchera’ ad un altro, piu’ piccolo, gia’ portato avanti dal Defra, il ministero britannico per l’ambiente e le risorse agricole. A partire dal 2006, un’area di 115 ettari e’ stata riaperta alle acque del mare e ha visto un rapido aumento della flora e della fauna costiera. ”Molti uccelli – spiega Dixon – moriranno se non restituiamo Wallasea al suo stato originario”. Ricreare la palude costiera, aggiunge lo scienziato, aiutera’ anche a contenere l’effetto delle maree e, quindi, a proteggere la Gran Bretagna dall’innalzamento del livello del mare provocato dal riscaldamento globale.
Fonte: ansa

Advertisements

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: