Lo scioglimento dei ghiacci provoca anche piccoli terremoti

ghiacciaio170.jpgQuando gigantesche coltri di ghiaccio come quella che ricopre la Groenlandia accelerano il loro scioglimento e scivolano sempre più velocemente in mare, si creano piccoli terremoti con magnitudo fino a tre gradi Richter. Scosse che, di per sé non pericolose per l’uomo, sono l’ultimo campanello di allarme in ordine di tempo sul surriscaldamento del clima. Un allarme suonato dalla remotissima Ilulissat, un fiordo ghiacciato nell’estremo nord della Groenlandia, dove si è svolto un convegno mondiale di scienziati e rappresentanti di organizzazioni ambientaliste proprio sul fenomeno dello scioglimento dei ghiacci, che lo scorso febbraio un rapporto del Comitato internazionale sui cambiamenti climatici (Ipcc) dell’Onu definiva ”gigantesco”. Il convegno si è svolto proprio sull’orlo dell’immenso ghiacciaio dell’Ilulissat, il più attivo della Groenlandia: una coltre di ghiaccio spessa oltre un chilometro e mezzo che si sposta verso il mare, dove lungo un fronte di tre chilometri si frantuma in immensi iceberg, uno dei quali, stimano gli scienziati, si trovò fatalmente sulla rotta del Titanic nel 1912.
Un movimento un tempo lento, ma oggi accelerato in modo impressionante, fino a due metri l’ora, tanto da aver già annullato le osservazioni dell’ultimo rapporto dell’Ipcc, di pochi mesi fa, che parlavano di 20-60 cm l’ora. ”Lo si può vedere muoversi a occhio nudo, come dentifricio che fuoriesce dal tubetto”, è l’immagine evocata al convegno dal prof. Robert Correll, uno degli autori del rapporto dell’Onu. All’origine del fenomeno, è stato osservato, lo scioglimento del ghiaccio superficiale dovuto alla temperatura più calda, che eccede sempre più spesso lo zero. L’acqua penetra in profondità nei crepacci del ghiacciaio e crea uno strato fluido fra la roccia e il ghiaccio che agisce da ”lubrificante”, facendo scivolare il ghiacciaio più velocemente verso il mare e favorendo, man mano che la coltre segue le asperità del terreno e si piega e spacca, la sua frammentazione. In mare, ha sottolineato Correll, si riversa ogni anno una quantità d’acqua pari a quella consumata da Londra e dintorni nello stesso periodo.
Ma l’altro fenomeno, nuovo per la Groenlandia e correlato strettamente al primo, è quello delle scosse sismiche, provocate dall’assestamento degli strati rocciosi per il rapido movimento della spessissima coltre di ghiaccio, un tempo ancorata saldamente alla roccia. Un sinistro ”presagio”, è stato sottolineato al simposio di Ilulissat, che qualcosa sta cambiando in modo finora non previsto e più velocemente del previsto in un pianeta che, commenta il prof. Correll, ”è un pianeta diverso da quello che osservavamo” solo qualche anno fa”.

Fonte: Newton

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