Caccia alle balene, è guerra diplomatica

CANBERRA (Australia) – Australia contro Giappone, difensori delle balene contro cacciatori. La nuova battaglia per la tutela dei grandi cetacei si combatte ora a colpi di propaganda. E a scendere in campo al fianco degli ambientalisti è addirittura il governo australiano che, con il suo ministro dell’Ambiente, Malcom Turnbull, si rivolge direttamente ai figli dei cacciatori, i bambini giapponesi. Lo fa con un video in inglese, ma sottotitolato con gli ideogrammi nipponici, in cui esorta i ragazzi a ragionare sul significato della salvaguardia dei mammiferi e sulle possibili conseguenze di un’estinzione dovuta alle catture indiscriminate.
ANCHE SU YOUTUBE – Il video, disponibile sul sito personale del ministro e su quello del ministero dell’ambiente, approda ora anche su You Tube con l’obiettivo di raggiungere una schiera di persone la più ampia possibile, soprattutto in terra giapponese, dove cresce il movimento contrario alla caccia alle balene, che il governo di Tokyo continua a giustificare con finalità di ordine scientifico. Le baleniere nipponiche si trovano ogni anno a dover fronteggiare, oltre che le proteste provenienti da tutto il mondo, anche le imbarcazioni di Greenpeace che con azioni adudaci e spettacolari cercano di ostacolarne l’azione. Un faccia a faccia ravvicinato, quello che avviene nei mari del Sud, che si è spesso concluso con speronamenti e vere e proprie battaglie a colpi di idranti.

GUERRA DIPLOMATICA – Ora però la questione diventa anche diplomatica e il fatto che sia il ministro di un governo a scendere personalmente in campo con critiche aperte alla politica dell’esecutivo nipponico e lanciando messaggi ai giovani giapponesi lascia supporre che presto la polemica assumerà proporzioni di livello superiore. «Riuscite a immaginare cosa sarebbe la vita sulla Terra senza queste magnifiche creature – chiede Turnbull commentando le immagini di balene che nuotano e saltano libere negli oceani -? Centinaia di anni di caccia hanno finito quasi con lo spazzarle via».

SOTTOTITOLI IN GIAPPONESE – Lo script delle parole del ministro, che pure parla in un comprensibilissimo inglese, è integralmente tradotto in giapponese. E senza giri di parole proprio al Giappone sembra principalmente rivolto: «E’ necessario che tutte le nazioni, e specialmente i nostri amici giapponesi, interrompano i loro programmi balenieri – dice Turnbull in un passaggio del video, in cui è evidenziata tra l’altro anche una rassegna stampa con articoli che denunciano la caccia a scopo scientifico autorizzata da Tokyo -. Le balene hanno più valore nell’oceano che sul bancone di un macellaio». Infatti sono un’attrazione turistica eccezionale e la loro salvaguardia, secondo Turnbull, permetterebbe di inventare attività economiche legate all’osservazione diretta della natura. «L’Australia guida la ricerca sulle balene e stiamo lavorando con i nostri vicini dell’area del Pacifico condividendo informazioni sui benefici economici che le balene possono apportare all’industria del turismo».

SPOT E PROPAGANDA – La propaganda anti-giapponese si arricchisce in Rete anche di altri contributi. Come lo spot di una birra che rivendica orgogliosamente di non avere, tra i propri ingredienti, residui di balena, che mostra un cliente di un ristorante che chiede una «full whale experience» e che anziché essere servito con un menù tutto a base di balena si ritrova a sperimentare le sensazioni che prova una balena prima di finire nel piatto, dall’arpionamento alla uccisione definitiva con scariche elettriche.

BALENE SUL WEB – In ogni caso, l’Australia non demorderà nel suo intento di salvaguardia: «Vogliamo che le balene siano protette a livello internazionale e crediamo che sia importante partire dai giovani e dalle scuole – spiega ancora il ministro del governo di Canberra -. Abbiamo anche dato vita ad un sito web interattivo mirato ai giovani. Continueremo a lavorare per la protezione totale delle balene perché gli australiani non vogliono la loro scomparsa dal pianeta»

CACCIA ESTIVA – Il Giappone ha pianificato per la prima volta la caccia di 50 balene in Antartico per la prossima estate (l’inverno nel nostro emisfero), quando gli animali, in via di estinzione, migreranno verso sud lungo la costa australiana. Altre 935 balene saranno cacciate «a scopi scientifici». Oltre al Giappone anche la Norvegia e l’Islanda praticano la caccia ai cetacei aggirando la moratoria internazionale. L’unico mercato per la carne di balena è però di fatto quello giapponese dove esistono anche dei fast food specializzati in hamburger di balena.
Fonte: Corriere della Sera 

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