L’Adriatico non diventerà una pozza salata, ma si sta riscaldando

thumbs32.jpgLIVORNO. L’Adriatico è un mare poco profondo, con grandi apporti di nutrienti ed inquinanti che vengono soprattutto dalle coste italiane, quasi un mare chiuso all’interno di un bacino chiuso, il Mediterraneo, un mare in crisi da tempo e che recenti scenari, ripresi anche nella Conferenza nazionale sul cambiamento climatico, davano praticamente per spacciato, in procinto di diventare poco più di una pozza salmastra a causa della cessazione della Corrente del Golfo di Trieste che tiene in moto il complesso ciclo delle acque adriatiche.
Una tesi che non è condivisa nel documento comune prodotto dall´Osservatorio Alto Adriatico, istituito nel 2003 dalla regione del Veneto e promosso dal programma comunitario Interreg IIIA/Phare Cbc Italia-Slovenia 2000-2006, che ha presentato a Trieste, un´analisi della ´´Qualita´ delle acque dell´Alto Adriatico nel 2007´´ redatto insieme alle Arpa di Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia-Romagna, dagli istituti Cim (Slovenia) e Nib-Mbs (Croazia) e dall´istituto di Scienze marine di Trieste e Venezia.
«Sulla base dei dati scientifici esistenti – hanno assicurato gli esperti – le opinioni allarmistiche comparse a margine della Conferenza nazionale sul clima non trovano alcun riscontro. Ciò non significa che i fenomeni di adattamento dell´habitat marino dell´Alto Adriatico possano presentare anche eventi traumatici, come morie o migrazioni di specie termosensibili, incremento di alghe tossiche o altri fenomeni particolari».
Insomma una sconfessione della catastrofe imminente ma non degli altri pericoli e sintomi denunciati anche dal ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio. E se è vero che le caratteristiche meteorologiche e Oceanografiche analizzate nel 2007 sono simili a quelle degli anni precedenti, anche gli esperti dell´Osservatorio Alto Adriatico ammettono che la temperatura del mare e dell’aria è stata molto più elevata nei primi sette mesi di quest’anno.
L’Osservatorio Alto Adriatico realizza azioni di tutela e sorveglianza dello stato del mare, di gestione integrata dell’ambiente marino-costiero, il turismo, l’oceanografia, le aree marine protette. La struttura attua la sorveglianza, con piani di monitoraggio istituzionali e specifiche attività di studio e ricerca, sulla balneabilità e sulla qualità ecologica dell’ambiente marino, ma anche sulle specifiche forme di pressione sulla costa e nella gestione dei fenomeni anomali e delle emergenze ambientali. Inoltre, nel caso di fenomeni anomali, l’Osservatorio Alto Adriatico provvede ad attuare interventi di controllo ad hoc.

fonte: greenreport

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