OBIETTIVO RAGGIUNTO – 211 E TROVATO YOLANDA

photo_mulino061204.jpg18 OTTOBRE, YOLANDA REEF, ORE 18,00 (italiane)
Luigi Casati e Lorenzo del Venezianoce l’hanno  fatta!
 
L’uomo di punta della spedizione e testimonial della Giòsub – azienda bresciana leader nella produzione di lampade subacquee – trova il relitto a  220 mt
Hanno raggiunto l’obbiettivo prefissato, scendere oltre i 200 di profondità alla ricerca del relitto del cargo cipriota Yolanda,si diceva fosse a 180m poi a 200,altri come gli inglesi nei forum a 204, ma nessuno con delle prove tangibili , lui il lecchese, lo speleosub famoso nel mondo per le sue eccezionali esplorazioni in grotta, decide di provare a cercarla, scendere oltre i 200 mt per verificare l’esistenza di questa nave che è attorniata da un alone misterioso, quasi un fantasma che si sposta continuamente.Nei giorni scorsi con il capospedizione Il genovese Lorenzo del Veneziano avevano raggiunto, con una visibiltà di circa 20 mt, quasi i 180 individuando solo dei rottami e un’ancora  ed una scoperta incredibile:  la luce del sole arrivava fino a queste profondita, nei nostri mari il buio inizia dopo i 90, mentre addirittura nei laghi a 40mt, ma nonostante la buona visibiltà, guardando oltre il ciglio dell’abisso non si vedeva nessuna sagoma nera che somigliasse ad un relitto e nemmeno la certezza di dove si potesse trovare il resto della nave o i suoi pezzi.

LA NAVE

Oggi finalmente la prova, ha dovuto scendere fino a 211 mt, 31 in piu’ della precedente immersione per trovare quello che rimane della nave: non è piu’ un relitto ma solo un mucchio di lamiere sparse per centinaia di metri quadrati, una seconda ancora, un verricello e un compressore, tutto il sito esplorato era coperto di rottami sparsi ovunque, quasi una delusione per chi si aspettava un relitto in buono stato.

Per fortuna che si e’ fermata in quel punto – dice Luigi – altrimenti mi sarei dovuto allenare molto di piu’ per raggiungere il fondo a 600 metri, comunque come gia’ detto sono colpito dalla luce che arriva fino a quella profondità, certo è molto soffusa ma però permette di distinguere le forme dei sassi anche in lontananza”.
Continua Luigi: “quando ho cominciato la risalita mi sembrava di essere sospeso nel vuoto, una senzazione che non conocsevo, abituato a infilarmi in strettissimi passaggi, nel ventre delle montagne con l’acqua molto fredda, qui stavo molto bene con l’acqua quasi tiepida ma con lo sguardo fisso su quelle ombre subdole che intravedevo in distanza, gli squali, temevo che durante la lunga decompressione potessero infastidirmi, invece devo dire che sono solo curiosi e mentre li osservavo mi è passato meglio il tempo”.

Sul casco sono fissata una delle microcamere, ideate dal reporter gardesano Angelo Modina e realizzate dalla Giòsub, uniche testimonianza dell’evento a quella grande profondità, la seconda era sul casco di Lorenzo del Veneziano fermo a 180 mt.
Del Veneziano invece è molto piu’ euforico, non stà piu’ nella pelle, racconta l’immersione cosi: “La discesa è stata programmata nei minimi particolari anche se la forte corrente nei primi 40 metri ha creato un pò di difficoltà. Abbiamo potuto contare su un efficiente team che era ci è stato sempre vicino in tutte le tappe di decompressione, portandoci via le bombole scariche ed accompagnandoci fino in superficie”.
In acqua c’era il medico genovese dott. Leandro Astolfi, che dopo l’immersione ha visitato i profondisti, trovandoli provati fisicamente ma psicologicamente in ottima forma.
Obiettivo raggiunto quindi, grande euforia per tutti, in prima a fila a complimentarsi con i ragazzi è Giuseppe Sala l’organizzatore di questa grande avventura: “Non avevo dubbi, sò che Lorenzo e Luigi sono dei grandissimi atleti, uomini coraggiosi, con una lunga esperienza, determinati e professionalmente preparati, supportati da un grande e affiatato team. La subacquea a questi livelli è estrema, si entra in uno mondo inesplorato ed ignoto, il fisico e le macchine sono costantemente in situazioni limite, ogni metro guadagnato in profondità è una grande conquista, provate ad immaginare: 220 metri di acqua sopra la testa, lo sforzo fisico la tensione, il pensiero di essere in un ambiente estraneo, alieno, forse così si riesce a capire cosa hanno provato questi uomini. Grazie ragazzi, siete meravigliosi”.

Un grazie va anche a quanti hanno contribuito al buon esito della spedizione, dai ragazzi del Dive Atlandite Torbole Casaglia, a Paolo Sala fotografo che con Angelo Modina, al desenzanese Sig. Mauro Bortolotti, direttore del Sultan Garden Resort di Sharm, agli sponsor che fin dall’inizio hanno creduto in questa operazione.


CONFERENZA STAMPA

Il team rientrera in italia il 20, Luigi Casati e Lorenzo Del Veneziano terranno una conferenza stampa alle ore 15,30 di sabato 20 ottobre a Milano Malpensa, Crown Plaza sala 1, Via Ferrarin, 7 – Case Nuove (MALPENSA)


Fonte: EsploroYolanda

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