BORG: ITALIA PUO’ ESSERE LEADER POLITICA DEL MARE

Porti, impianti per le forniture energetiche, sviluppo delle coste e turismo. Questi i punti focali del “Libro blu sul mare”, illustrato stamani a Firenze dal Commissario UE, Joe Borg, presente alla Conferenza delle Regioni periferiche e marittime. “Sono i temi infrastrutturali quelli sui quali e’ previsto il grosso dei finanziamenti”, ha detto Borg, che ha ribadito come al Libro Blu “che prevede obiettivi a lungo termine”, si accompagni un “piano d’azione” con obiettivi a breve termine ed ha annunciato il prossimo varo di Linee Guida Ue su alcune tematiche specifiche come quelle della pesca. “Siamo giunti al Libro Blu – ha spiegato – dopo aver compiuto un lungo e articolato percorso. Nel Libro Verde, che ha preceduto quello Blu, abbiamo raccolto tutte le questioni che avessero come riferimento il mare, non lasciandone fuori nemmeno una. Su questa base abbiamo effettuato un vastissima consultazione ed abbiamo riveuto oltre 500 proposte, delle quali un centinaio sono arrivate dalle Regioni. Da questo lavoro abbiamo poi enucleato le proposte contenute nel Libro Blu”.
  Il Commissario europeo ha inoltre tenuto a sottolineare come il Libro Blu sul mare rappresenti “l’inizio di un processo”, ribadendo l’importanza di temi come quello delle governance locali per le tematiche relative alla sicurezza, ai problemi delle coste, ai traffici commerciali transfrontalieri ed ha invitato le Regioni a far sentire la loro voce nell’ambito degli assetti istituzionali dei vari Paesi membri.
  Ad una domanda specifica sul ruolo dell’Italia in relazione alla nuova politica del mare, Borg ha ricordato di avere incontrato proprio ieri il ministro De Castro e ha risposto che il Paese “ha sempre sostenuto con forza questa linea” e puo’ esercitare una vera leadership “nel sostenere una politica marittima integrata che coinvolga anche i Paesi che non appartengono all’Unione europea”, con particolare riferimento al Bacino Mediterraneo. In questo ambito Borg ha sottolineato anche la nececssita’ che “le Regioni svolgano un ruolo primario” e la necessita’ di trovare “metodi per un ruolo piu’ forte delle Regioni”, in sintonia con l’azione dei vari Paesi membri.
Fonte: AGI

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