Barriera corallina artificiale per i turisti

Le autorità giordane della Stazione di Scienze Marine (MMS) di Aqaba, sulle coste del Mar Rosso, hanno annunciato che una squadra scientifica composta da esperti giordani e israeliani ha impiantato sul fondale del mare alcune colonie artificiali di coralli allo scopo di proteggere l’ecosistema marino. Si tratta del primo esperimento del genere nella storia. L’obiettivo degli scienziati giordani e israeliani è quello di creare artificialmente un’area per i coralli nel Mar Rosso che limiti i danni all’ambiente marino. Il progetto è finanziato dal programma di cooperazione americano e da una fondazione britannica. Fuad al-Hourani della MMS ha spiegato che “le affascinanti barriere coralline nella zona del Mar Rosso soffrono a causa delle attività subaquee praticate dai turisti, visto che il loro numero è divenuto molto consistente e la dimensione della barriera corallina è troppo piccola per soddisfare tutti questi visitatori. Di conseguenza, la barriera non è in grado di autoripararsi, il che porterà alla sua distruzione e alla scomparsa di tutto l’ecosistema che ruota attorno alla barriera”. Questo, ha precisato, anche a causa dello “sviluppo industriale e della crescente attività edilizia”.
 I responsabili del progetto si augurano quindi che la colonia artificiale di coralli riesca ad attirare i turisti allontanandoli dalle colonie naturali, riducendo così i danni. Il progetto prevede la creazione di tre colonie in Giordania e due in Israele. Il team scientifico misto ha già creato apposite piattaforme di calcestruzzo del peso di 4,2 tonnellate a una profondità di 19-22 piedi e hanno disteso orizzontalmente circa 250 tubi su cui sarà sistemato il corallo artificiale. L’impianto, frutto di un’idea dell’Autorità israeliana per la Tutela dell’Ambiente, in collaborazione con gli accademici del Centro Nazionale per la Coltura Marina dell’Università Ben Gurion, l’Istituto Universitario per le Scienze Marine di Eilat, l’Università Ebraica e l’MMS di Aqaba, è stato installato a maggio e ha già attirato moltissime forme di vita marina, con oltre 32 specie di pesci che vi hanno preso dimora, la metà di quelle che normalmente vivono tra i coralli del Mar Morto. La direzione del progetto prevede che presto si avvicineranno all’installazione altre 30 specie di pesci e altrettanti tipi di invertebrati, ma saranno necessari almeno 15 anni perchè la nuova barriera corallina artificiale si sviluppi pienamente. Tuttavia, da quando è stata creata, ha attirato l’attenzione dei subaquei, con circa 100 immersioni al giorno, il doppio di quelle che interessano le aree naturali circostanti. Il progetto rientra nell’accordo di pace siglato nel 1994 tra Giordanie e Israele secondo cui i due paesi si impegnano a lavorare insieme nella lotta contro l’inquinamento marino e per la gestione comune delle questioni legate alle risorse naturali, come la tutela della barriera corallina del Mar Rosso.

Fonte: LaStampa

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