RICERCHE NEGLI ABISSI, MA LA CORAZZATA ROMA NON SI TROVA

roma4.jpgROMA, 28 OTT – La corazzata ‘Roma’, gioiello della Regia Marina, affondata il 9 settembre 1943 dalle bombe tedesche con il suo equipaggio di 1.393 persone, continua a riposare laggiù, da qualche parte, negli abissi al largo della Sardegna.
Le ricerche compiute in questi giorni per localizzarla, infatti, hanno dato esito negativo.
Quello del Roma è probabilmente il relitto più ‘gettonato’ del Mediterraneo. Al suo ritrovamento viene attribuito un valore storico enorme, molti hanno ancora impresso il ricordo di quella tragedia. Diverse campagne di ricerca sono state compiute in questi anni. L’ultima, cominciata all’inizio della settimana e che di fatto si è conclusa oggi, è stata condotta dalla nave Anteo della Marina militare, tra l’altro specializzata proprio nella localizzazione di scafi affondati, grazie anche ad un minisottomarino e ai veicoli subacquei filoguidati ‘Pluto’ e ‘Falcon’, che possono immergersi ad oltre 350 metri.
A bordo della nave pure alcuni civili tedeschi ed inglesi, esperti in questo tipo di indagini, che operano per conto di una casa di produzione di filmati italo-svizzera che intenderebbe documentare il ritrovamento. Sono stati proprio i civili, a quanto pare, a fornire un nuovo input alle ricerche: si tratterebbe di due presunte immagini sonar del relitto, con tanto di coordinate, che meritavano di essere verificate. Così è scattata l’ennesima indagine sulle tracce del Roma, in un tratto di mare già ‘mappato’ piu’ volte dalla Marina.
L’area della ricerca è la stessa dove risulta che la nave sia colata a picco, in soli 12 minuti, colpita dai bombardieri tedeschi nelle ore di caos che hanno seguito l’armistizio: tra l’estremità settentrionale dell’Asinara e le Bocche di Bonifacio, al largo di Castelsardo. I fondali sono stati scandagliati in questi giorni con il sonar ed ispezionati con i modernissimi Rov (Remotely operated veichle), robot filoguidati subacquei in dotazione all’Anteo; la stessa società che ha collaborato all’attività ha messo a disposizione mezzi di ricerca subacquei all’avanguardia. Tutte le possibili ‘tracce’ sono state verificate, ma i riscontri hanno dato alla fine esito negativo.
L’affondamento della corazzata Roma è una delle pagine più tristi della seconda guerra mondiale. Il 9 settembre, il giorno successivo alla firma dell’armistizio, la flotta della Regia Marina, al comando dell’ammiraglio Carlo Bergamini, fece rotta dalla Spezia verso le basi alleate del Mediterraneo orientale.
Giunta in prossimità dell’isola dell’Asinara, fu attaccata da 15 bombardieri tedeschi, con un nuovo tipo di bombe-razzo radiocomandate (FX-1400) e sganciate da grande altezza. La corazzata ammiraglia della Regia Marina e i due cacciatorpediniere ‘Da Noli’ e ‘Vivaldi’ furono affondati.
Nonostante l’esito negativo di questi ultimi controlli subacquei (ostacolati dal maltempo), di sicuro le ricerche per l’individuazione del relitto continueranno in futuro, anche se l’obiettivo non è certo quello di riportare in superficie la nave. Il parere più diffuso, che vede d’accordo sia la Difesa che la comunità locale, sia i parenti delle vittime che i pochi sopravvissuti, è che la corazzata continui a giacere dov’è. Un sacrario in fondo al mare.

Fonte: GrNet

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21 risposte a RICERCHE NEGLI ABISSI, MA LA CORAZZATA ROMA NON SI TROVA

  1. bruno basile ha detto:

    molto probabilmente è successo ciò che capitò al tiranic e cioè siccome al momento dell’affondamento la nave si spezzò in due tronconi, essi potrebbero per via delle correnti essere molto distanti l’uno dall’altro di parecchie centinaia di metri se non chilometri.

  2. Gianni Motzo ha detto:

    A quanto so, parliamo di un fondale di 75 metri circa con varie “crepe” che possono aver ingoiato i tronchi.
    Le correnti sono fortissime, la penso allo stesso modo del Sign. Basile. Sono comunque conosciute le loro traiettorie… Forse un giorno avremo delle soprese.

  3. Alfredo Liberi ha detto:

    Veramente credo che il fondale sia sull’ordine di 800/1000 metri. Se fosse solo di 75 metri sarebbe quasi visibile anche a occhio nudo da un aereo.

  4. Enzo Gaiotto ha detto:

    Ieri, 9 settembre 2008, hoavuto il triste piacere di assistere alla presentazione della mostra “L’affondamento delle Corazzata Roma”,allestita nei granai di Villa Mimbelli a Livorno. Molto precisi ed esaurienti sono stati gli interventi dei curatori della mostra, tra cui spiccava il figlio dell’Ammiraglio Bergamini, al quale ho avuto l’onore di stringere la mano. Molto toccanti sono state le testimonianza di un gruppo di sopravvissuti alla più grande tragedia navale di tutti i tempi.
    Tra tanta gente spiccavano le divise candide dei militari dell’Accademia Navale, persone meravigliose che dedicano la vita alla conquista del mare.
    Il dramma della Corrazzata Roma e il sacrificio di tante vite umane devono far riflettere sull’assurdità tremenda della guerra.

  5. Alunni delle classi 5^ A e B; 4^ A ha detto:

    Oggi, 27 Settembre 2008, con le nostre insegnanti, abbiamo partecipato ad una commemorazione dell’affondamento della Corazzata Roma che si è svolta qui a Porto Torres. E’ stato molto commovente. C’erano molti marinai…e noi abbiamo pensato a tutti quelli che sono morti quel triste 9 Settembre di sessantacinque anni fa.
    Anche noi siamo del parere che la guerra sia una tremenda assurdità.

  6. Giovanni Pesce ha detto:

    E’ mia opinione che sia impossibile “non-trovare” una nave da 40mila tonnellate a qualche centianio di metri sotto l’acqua.

    Allora un sommegibile nemico in movimento sarebbe un target “impossibile” per le nostre FF.AA.

    E’ quindi mia opinione che l’operazione di ricerca sia “tecnicamente” semplice, ma altri motivi “politici” escludono il ritrovamento della corazzata.

  7. DANIELE POLI ha detto:

    E’ MIA OPINIONE CHE NON ESISTE UN IMPEGNO UNA VOLONTA’.NON VIENE CONSIDERATA UNA COSA VERAMENTE IMPORTANTE, PECCATO PESATE A QUANTE BUGIE ASSISTONO I FAMIGLIARI E I SOPRAVVISSUTI.

  8. 1° MARESCIALLO M.M. ha detto:

    MAGARI NON CERCANO DOVE DOVREBBERO

  9. FABRIZIO ZENTILE ha detto:

    Una mia vecchia zia mi raccontava sempre che quel famoso 9 settembre lei si trovava nella sua csa del castello nel centro storico di Castelsardo…udì un boato in lontananza…..e poi una colonna di fumo nero salire alta verso il cielo…..

  10. Giampiero Borrielli ha detto:

    Lasciate riposare in pace coloro che hanno dato la viata per la patria, ed evitate che i loro resti diventino attrativa turistica…

  11. Giampiero Borrielli ha detto:

    Lasciate riposare in pace coloro che hanno dato la vita per la patria, ed evitate che i loro resti diventino attrativa turistica…

  12. luca ha detto:

    E’ davvero strano che si sia riusciti a trovare i relitti della Bismarck (oltre 4500 metri di profondità), del Titanic (c.a 4000 metri) della Yamato ecc., solo x ricordare i più famosi e nn si trovi quello del Roma in un punto in cui, approssimativamente, le acque sono profonde 4 – 500 metri. Spero in un interessamento di R. Ballard che ha trovato i relitti sopracitati.

  13. Antonello Leone ha detto:

    Ovunque si trovi è giusto lasciarla dov’è.

  14. Sandro Chioma ha detto:

    Le navi che affondano hanno un prestigio glorioso.
    Quelle che non affondano aspettano la demolizione.
    Lei non era nata per finire ai Laghi Amari, o demolita
    come le altre, per una semplice convensione tra alleati.
    Se avesse sparato anche un sol colpo, si è resa meritevole del suo destino di ” …nave impavida e temibile “.
    Onore ai suoi caduti!!!

  15. Vincenzo ha detto:

    Sono assolutamente daccordo che la guerra sia il crimine piú tremendo dell’uomo; tuttavia vorrei rispondere ad alcuni che nei loro post hanno fatto riferimento solo ad essa. Costoro infatti “dimenticano” che la Roma fu diretta vittima del tradimento monarchico, non della guerra.
    Chi puó affermare che essa sarebbe stata affondata durante la guerra? Vorrei ricordare che nessuna delle nostre moderne corazzatate(che incutevano paura “a tutti”)fu mai affondata in combattimento.

  16. mauro,51 ha detto:

    mio padre è morto nel ’97,e partecipò al recupero dei sopravvissuti della”Roma”ho parecchie foto,ho partecipato a varie commemorazioni a San Felice,e conosciuto il figlio dell’Ammiraglio,..penso che non ci siano guerre più o meno belle,ma nemmeno un recupero a scopo turistico.
    Hanno scelto il mare,sacrificato la vita al mare,riposino con onore….in mare

  17. gianni neri ha detto:

    Scusate, ma se davvero la Corazzata Roma non fosse ancora stata ritrovata ,le foto visibili c/o il sito/link qui sotto, sarebbero dei falsi!!!! E vista l’impostazione del sito…non direi proprio!!!

    http://www.google.it/url?sa=t&source=web&ct=res&cd=1&ved=0CAgQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.antarctica-project.com%2Fpagine_italiano%2FnaveRoma_ita.htm&rct=j&q=la+corrazzata+Roma&ei=SVnVS4OiIdGA_QajzcSyDw&usg=AFQjCNGANC-U_IEZ2qMsHMkoADDyoZ1mPw

  18. roberto pelagagge ha detto:

    vorrei far presente che dopo la firma dell’armistizio , l’ammiraglio Bergamini si rifiutò di consegnare la flotta agli alleati , e salpò da La Spezia con le bandiere ed i vessilli della Regia Marina Italiana al vento . Onore a Lui ed a tutti i marinai caduti.

  19. Carla De Nunzio ha detto:

    Alla c. a. della Redazione di MEDITERRANEO

    Fresco di stampa
    Con il patrocinio della Città di Lecce

    CARLO LEONE
    Una Vita. Una Storia. Una Medaglia
    Memorie di un Marinaio della Regia Nave “Roma”

    A cura del Sacerdote Don Mario De Nunzio
    Rettore della Basilica Maria SS. del Rosario – Lecce

    INDICE
    PREFAZIONE del Sindaco di Lecce Dott. Paolo Perrone
    PRESENTAZIONE di Don Mario De Nunzio
    Parte prima – I CORRIGENDI
    Parte seconda – DIARIO DI UNA BATTAGLIA MAI FATTA
    Parte terza – COMMEMORAZIONI
    Parte quarta – POESIE
    Appendice – PROVERBI E DETTI LECCESI – VOCABOLARIETTO LECCESE

    Il volume sarà presentato prossimamente a Lecce

  20. giovanni pesce ha detto:

    I tedeschi non hanno attaccato la formazione delle FFNNBB intorno alle ore 15.30 circa.

    Dato che l’isola dell’Asinara dista dalla base di Istres Marsiglia 400 Km, e dato che la velocità di crociera dei DO 217 era di circa 400 kmh, allora si capisce che il decollo è avvenuto alle 14.30.

    Quindi l’ordine di attacco è stato dato alle 14.30 non appena, da parte tedesca, si è preso atto dell’inversione di rotta delle FFNNBB italiane.

    Ovvero la crociera delle FFNNBB verso La Maddalena era tollerata dal Comando tedesco, mentre è stato fortemente contrastato l’allontanamento dal Golfo dell’Asinara.

  21. Mario Manca ha detto:

    Si da il caso che il sottoscritto,allora quattordicenne, abbia assistito, sia pure da grande distanza, all’incursione degli aerei tadeschi sulla flotta italiana in navigazione, Mi trovavo infatti in quel momento sulla terrazza della casa di campagna dove la mia famiglia era sfollata.Si tratta della località di Monte Bianchinu- Luna e Sole nell’agro di Sassari,posizione piuttosto elevata da cui si vedono correntemente l’Isola dell’Asinara e ,nelle giornate chiare, le coste della Corsica.Ricordo perfettamente di aver visto gli aerei tedeschi che sorvolavano (alcuni picchiavano) su qualcosa che da quella distanza (valuto oggi dopo essere andato per mare per lunghi anni ca. 35 miglia)non era facilmente distinguibile.Donde il mio interesse per un eventuale individuazione precisa del relitto dove riposano oltre 1300 sfortunati.Proprio in questi giorni apprendo dalla lettura di un libro che fra coloro c’erano anche due nativi del luogo in cui vivo, Castiglioncello,comune Rosignano Marittimo.
    Una precisazione: I caccia De Noli e Vivaldi non accompagnavano la flotta, ma, provenienti da Civitavecchia parteciparono alla battaglia nota come battagia della Maddalena. Il De Noli fu affondato nello stretto di Bonifacio da una mina, mentra il Vivaldi affondò ad opera di aerei tedeschi a ca 30 miglia al largo dell’Asinara mentre si dirigeva verso Maiorca.

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