C’erano una volta…

210_p.jpgAnche l’ambiente marino nei tempi preistorici era popolato da strane creature, in qualche caso anche mostruose, ben diverse da come si presentano gli abitanti dei mari odierni.
Gli antenati dei pesci che popolano oggi i nostri mari cominciarono a diffondersi in ambiente acquatico circa 400 milioni di anni fa ossia nel periodo Devoniano chiamato anche era dei pesci.
Fra i più spaventosi animali marini di quell’epoca vi è senz’altro il Dunkleosteus, un temibile predatore somigliante ad uno squalo, con fauci mostruose (4 volte più grandi del Tyrannosaurus rex) che lo rendevano in grado quindi di divorare qualsiasi abitante del mare.
Resti fossili di questo gigante dei mari che poteva raggiungere anche i 10 metri di lunghezza e le 4 tonn. di peso, sono stati ritrovati solo lo scorso anno e alcuni ricercatori americani sono arrivati a dimostrare che la forza che poteva esercitare il “morso” del Dunkleosteus era di ben 5600 kg. per centimetro quadrato un numero ben lontano dalla tremenda mascella dell’alligatore odierno che risulta di appena 963 kg.
A quei tempi però non vi erano solo creature gigantesche ad abitare l’ambiente acquatico ma anche piccoli animali dalle forme alquanto bizzarre. Tra questi ad esempio i trilobiti, invertebrati primitivi divisi in circa 15000 specie con dimensioni da 1 millimetro a 70 cm, che oggi vengono copiosamente ritrovati in forma fossile la cui caratteristica principale era rappresentata dal particolare ed efficientissimo sistema visivo costituito da 500 lenti. Per difendersi i trilobiti avevano inoltre la capacità di trasformarsi in una specie di palla.
Altri curiosi abitanti dei mari del passato erano i Drepanaspis, organismi marini simili alla razza e non superiori ai 30 cm., che avendo una bocca priva di denti per nutrirsi erano costretti a risucchiare dal fondo la materia organica morta ed in decomposizione.
Della stessa lunghezza è il Bothriolepis, un altro antico pesce che pur preferendo le acque dolci non disprezzava quelle marine e si nutriva di alghe e microrganismi.
Il Climatius, infine, era l’abitante del mare che più assomiglia ai pesci dei nostri giorni. Sebbene dalle piccole dimensioni, circa 8 cm, nell’ambiente ostile di quei tempi il Climatius sapeva bene come difendersi grazie ai suoi denti particolarmente taglienti e in grado di ricrescere quando si consumavano.

A cura di Claudio Gallucci

Fonte: Mare in Italy

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