Tonno rosso, nuovo appello per fermare la pesca

immagine22.jpg“Se L’Iccat vuol recuperare il tonno rosso, e la sua credibilità deve fermare subito la pesca”. Lo afferma Alessandro Gianni, responsabile della campagna mare di Greenpeace in occasione dell’apertura della XX riunione della Commissione Internazionale per la Conservazione dei Tonni in Atlantico (Iccat) ad Antalya in Turchia.
“Il tonno rosso – denuncia Greenpeace – è al collasso per una pesca indiscriminata e illegale. Ogni anno si pescano circa 50.000 tonnellate di tonno, mentre la quota legale è intorno a 32.000 tonnellate e il Comitato Scientifico dell’Iccat ha avvisato che non se ne dovrebbero pescare più di 15.000 tonnellate. Greenpeace chiede di fermare la pesca per il recupero dello stock. Greenpeace chiede, inoltre, all’Iccat di proteggere con riserve marine le aree di riproduzione del tonno rosso, come il Tirreno Meridionale, e di avviare una gestione efficace delle attività di pesca senza concedere deroghe. Greenpeace chiede inoltre la creazione di una rete di riserve marine per proteggere il 40% dei mari del Pianeta, compreso il Mediterraneo, come soluzione a lungo termine contro la pesca eccessiva e distruttiva”.
“Servono subito nuove misure a tutela del tonno rosso per scongiurare il rischio di estinzione di una specie-simbolo per il nostro mare. L’Italia deve farsi promotrice di un’iniziativa comune dei Paesi mediterranei”. Così Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capogruppo in Commissione Agricoltura, che ribadisce l’appello ad una politica di conservazione più rigorosa. “Secondo una ricerca diffusa nei giorni scorsi in Francia – dichiara la senatrice – il nostro Paese avrebbe oltrepassato la quota massima di pesca ammessa per oltre 7.000 tonnellate. Se questi dati dovessero corrispondere alla realtà, si confermerebbe l’incapacità delle nostre autorità di controllo di stroncare i fenomeni di illegalità. Abbiamo chiesto al Governo  di formalizzare, nell’ambito della Convenzione per la tutela del Mediterraneo, la proposta per l’avvio di un negoziato sulla salvaguardia delle zone di riproduzione del tonno, con l’istituzione di una rete di riserve marine”.

Fonte: La Stampa

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