Pirati del mare e dell’etere, le radio offshore nella storia della radiofonia europea

2107.jpgUn vascello è ancorato al molo nel porto di Antwerpen in Belgo. Chi passa sulla banchina non ci fa caso, sembra una delle tante navi dimenticate a far muffa e ruggine, relitto destinato al cimitero delle imbarcazioni. Eppure quella nave ‘acciaccata’ è un pezzo di storia. La “Norderney”, infatti, è una delle prime sfida della radiofonia privata al servizio pubblico in Europa.
E’ il 1960 quando l’imbarcazione di radio Veronica, una vecchia nave faro tedesca chiamata Borkum Riff (la prima delle due, in servizio tra 1960 al 1964), prende il largo a 3 miglia dalla costa olandese in territorio internazionale per iniziare la propria personale sfida alla radiofonia e alla storia.
“Gli studi di registrazione erano sulla terraferma” ci dice Federico l’Olandese Volante che di quella esperienza fu protagonista nel 1969 all’esordio della sua brillante carriera e che in quella radio resterà per un anno e mezzo. Nella radio non nella nave: “Le bobine si registravano sulla terraferma – continua – e venivano poi portare sulla nave e messe in onda. Ogni trasmissione durava 58 minuti, nei due minuti di stacco il tecnico improvvisava una diretta e poi riattaccava la bobina della trasmissione successiva. Noi della terraferma non eravamo punibili al contrario di chi era in mare che poteva essere arrestato. Veronica batteva bandiera panamense ed era in acque internazionali (per l’Olanda a 3 miglia dalla costa) e una volta una tempesta ruppe le catene delle ancore, la nave andò alla deriva entrando nelle acque territoriali olandesi. Tutto l’equipaggio fu arrestato”.
Di quell’esperienza, che precederà la consacrazione artistica con Radio Monte Carlo, Federico ne parla ancora con piacere e passione: “Passavamo musica attuale ma anche la musica che le allora radio pubbliche consideravano trasgressiva, band che di lì a qualche anno avrebbero fatto la storia della musica. Non dico che dovrebbero ringraziare noi ma radio come Veronica sono state le prime a seguire i gusti dei giovani dell’epoca”.
Per la prima volta andrà on air anche il rock’n’roll in un panorama radiofonico europeo dominato esclusivamente dai colossi come BBC, radio France International etc.
Radio Veronica non è stata l’unica delle radio offshore. Già nel 1958 Radio Merkut, su nave battente bandiera panamense, inizierà a trasmettere al largo della Danimarca, ostacolata dall’intervento delle autorità e costretta prima a cambiare nave poi a chiudere.
E ancora Radio Caroline, con una flotta di ben tre navi, trasmetterà dal 1964 nel sud est dell’Inghilterra.
Nello stesso anno Radio Northsee trasmetterà in un primo momento da una postazione fissa in mezzo al mare e dal 1971 al 1974 da una nave a tre miglia dalla coste olandesi (con il nome di Radio Northsee International.)
Radio London, meglio conosciuta come Big L, trasmetterà quasi tre anni dal dicembre 1964 all’agosto 1967. In Svezia, Radio Nord sarà on air nel 1961 e ‘62.
“Trasmettendo dai mari del nord” continua Federico “si aveva un bacino di utenza enorme: in 150 chilometri ci sono città come Londra, Amsterdam, Bruxelles, Rotterdam. Anche il mercato pubblicitario era appetibile e quindi le radio offshore iniziavano ad essere un business”.
Erano soprattutto gli americani che, attraverso questo mezzo non autorizzato ed a costi bassi, riuscivano a fare breccia nel mercato europeo mantenendo i loro livelli di investimento. Bert Alting, da sempre amante ed appassionato collezionista di tutto ciò che riguarda Radio Veronica, ricorda come, forte di circa 4 milioni di ascoltatori stimati, nel solo periodo tra marzo e novembre 1963 la radio conterà 38.000 passaggi pubblicitari, molti dei quali di industrie del tabacco americane ed inglesi come Golden American and Pall Mall Export.
Storia di radio e pionieri, di pirati dell’etere e del mare. Se da un lato infatti Radio London e le radio offshore inglesi subirono aggressioni da parte dei marines, il vero e proprio giallo con tanto di battaglia navale e, purtroppo, di morto avvenne nei mari al largo dell’Olanda.
La guerra tra radio Veronica e Radio Northsee International fu prima verbale poi divenne una vera è propria battaglia tra pirati.
L’epilogo nella notte del 15 maggio 1971, le 22:50, quando alcuni sommozzatori piazzarono una bomba sotto la chiglia della Mebo II, la nave di Radio Northsee International.
“I due uomini d’affari svizzeri Erwin Meister e Edwin Bollier (da ciò il nome della nave Me=Meister, Bo=Bollier) avevano ricevuto da Radio Veronica – secondo il racconto di Bert Alting – l’equivalente di 450.000 euro per un accordo che prevedeva di non trasmettere in lingua olandese”.
Il patto non fu rispettato e la ritorsione, nell’intenzione del direttore di radio Veronica, Bull Verweij, doveva essere quello di rompere gli ormeggi alla Mebo II e lasciarla alla deriva nelle acque territoriali olandesi, in modo da consegnarla alle autorità marittime del paese.
La storia non andò proprio come la si aspettava e i sommozzatori fecero saltare in aria la nave proprio durante la diretta di un notiziario. Un marinaio affogò e per l’omicidio fu accusata radio Veronica il cui proprietario fu arrestato. Sarà in carcere quando, grazie al Marine Offences Act del 1 settembre 1974, il governo Olandese legalizzerà la radiofonia privata e radio Veronica diventerà una delle prime radio libere e private d’Olanda.

Di Marcello Peluso

Fonte: LaVoce

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