Subacquea, business emergente

Nasce a Genova, ma la sede operativa sarà a Chiavari, il gruppo di Confindustria che riunisce le aziende della subacquea che da sole rappresentano la metà del mercato mondiale del settore. Il gruppo si chiama Confisub e riunisce le società più importanti: cinque liguri, con sede tra Genova e Casarza Ligure, e due lombarde dell´hinterland milanese. Le liguri sono Cressi Sub (Genova), Mares (Rapallo), Scubapro Uwatec (Casarza Ligure), Seac Sub (S. Colombano Certenoli) e Tchnisub (Genova). Le lombarde Effesub (Seregno) e Omersub (Carate Brianza).
La “padrona di casa” Marisa Patellani, presidente del gruppo territorale Chiavari e Tigullio di Confindustria, ha espresso naturalmente la sua soddisfazione per la scelta di Chiavari come sede operativa del gruppo. «Pur essendo le nostre le aziende più forti in Italia – spiega il leader di Effesub e presidente di Confisub Enzo Ferrari – il gruppo di Confindustria al quale abbiamo dato vita non vuole essere il “salotto buono” dell´industria subacquea nazionale. Anzi, siamo decisamente aperti all´adesione e alla collaborazione di tutte le società del settore che vogliono unirsi a noi. Piccole o medie non ha importanza, l´unico discrimine è che devono essere produttori».
Un chiarimento doveroso quello di Ferrari, dal momento che un gruppo di settore era già esistito ma a decretarne la fine era stata proprio la commistione delle caratteristiche aziendali e la conseguente confusione nella gestione del gruppo. La nascita del gruppo Confisub è una conseguenza dell´importanza dell´industria italiana del settore nel mondo. «La testa della subacquea mondiale è in Italia e specificamente nel Tigullio – dice Ferrari, spiegando anche la scelta della delegazione Confindustria di Chiavari come sede operativa – anche se la produzione “di primo prezzo” è finita quasi del tutto in Estremo Oriente. Ma le aziende italiane sono il punto di riferimento per tutti, compresi Stati Uniti e Francia».
Oggi insomma maschere, pinne e tubi si fanno quasi tutti in Cina e paesi dell´area, mentre tutte le attrezzature più sofisticate, compresi i computer da sub, sono studiati e sviluppati in Italia. Discorso più complesso per le mute da sub: quelle di minore tecnologia e prezzo più basso sono realizzate nel Far East, quelle più tecniche sono italiane. «Complessivamente le aziende del gruppo danno lavoro diretto a circa 350 addetti – afferma Ferrari – ma l´indotto è molto superiore. Qualche anno fa un´analisi di settore ipotizzava un indotto di circa 5.000 addetti per l´industria subacquea italiana, cifra sicuramente cresciuta da allora visto che il mercato è in espansione Quanto al giro d´affari si parla di 500 milioni di euro».
Se Chiavari è destinata a diventare la capitale dell´industria subacquea, la Fiera di Genova si candida a lanciare il salone nazionale dei prodotti di settore. «In questo momento l´industria subacquea è priva di un manifestazione di settore – dice il direttore generale di Confindustria Genova Paolo Corradi – e sappiamo che la Fiera di Genova si sta muovendo per organizzare un salone nazionale».

Fonte: Espresso

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