Il mare

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E’ tutto ciò che avremmo voluto fare e non abbiamo fatto,
ciò che attraverso l’età, ha voluto prendere il discorso e non ha trovato le parole necessarie,
Tutto ciò che ci ha lasciati senza dirci nulla del suo segreto,
ciò che possiamo toccare e anche solcare con il ferro senza mai raggiungerlo,
ciò che è divenuto onde e ancora onde perché esso cerca se stesso senza trovarsi,
ciò che è divenuto spuma senza morire del tutto,
ciò che è divenuto scia di qualche secondo per gusto fondamentale dell’eterno,
ciò che avanza nelle profondità e non salirà mai alla superficie,
ciò che avanza sulla superficie e pavanta le profondità,
tutto ciò e molto più ancora è il mare.

Questo mare che ha tante cose da dire e le disprezza,
esso vuole se stesso sempre informulato,
o semplicemente mormorante,
come un uomo che mormora tutto solo dietro i suoi denti,
questo mare dalla superficie offerta alla nave che lo percorre,
rifiuta le sue profondità
e tuttavia
ci sono coppie di occhi, che guardano a bordo della nave,
ma essi vedono poco più degli occhi di cieco che vanno anch’essi in coppia,
poiché le piccole noie dell’uomo gli formano intorno nebbia
e solo talvolta un poeta
getta uno sguardo meno dubbioso al di là dell’impavesata,
uno sguardo che raggiunge bene o male l’orizzonte.”

Jules De Supervielle
Foto di Diego Gorla©  “Playa de Bolinia”

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