LOKI: un valido aiuto agli scienziati dell’oceano

20071112_3.jpgLo studio dei minuscoli abitanti del mare è destinato a diventare molto più semplice grazie a un nuovo dispositivo sviluppato da un’équipe di scienziati tedeschi.
LOKI (Lightframe Onsight Key species Investigation) è un dispositivo ottico in grado di riconoscere e calcolare il numero di piccoli organismi della dimensione di 0,2 millimetri. È stato sviluppato da scienziati dell’Istituto Alfred Wegener per la ricerca polare e marina (Alfred-Wegener-Institut für Polar- und Meeresforschung) e della società iSiTEC, con il contributo di finanziamenti europei.
Gli esemplari giovani di molte specie di pesci dipendono per il loro sostentamento da piccoli organismi che formano lo zooplancton. Questi ultimi, le cui dimensioni variano da 0,2 a 50 millimetri, si nutrono invece di alghe microscopiche. Pertanto, una popolazione di plancton ricca e sana costituisce una parte fondamentale della catena alimentare marina ed è vitale per la salute degli stock ittici.
Tuttavia, studiare il plancton e la relazione tra i livelli di quest’ultimo e i fattori ambientali non è semplice. Di norma, il plancton viene pescato dal mare utilizzando delle apposite reti speciali. I campioni vengono poi analizzati in laboratorio, un processo che richiede moltissimo tempo.
Grazie a LOKI, gli scienziati potranno studiare il plancton mentre si trova ancora nell’acqua. Il dispositivo è munito di una camera digitale rapida ad alta risoluzione che gli consente di registrare continuamente la biodiversità dello zooplancton presente in mare. Al contempo, raccoglie dati relativi alla salinità, alla temperatura e alla concentrazione algale delle acque circostanti. Un software appositamente progettato contribuisce alla classificazione delle specie, nonché alla gestione dei dati.
LOKI può essere trascinato nell’acqua fissandolo alla parte posteriore di un’imbarcazione o adattato per lo studio di campioni in laboratorio. I primi esperimenti, condotti in un fiordo svedese e nel corso di una spedizione nell’Artico, hanno avuto esiti positivi.
«Con questo dispositivo è possibile studiare per la prima volta la distribuzione dello zooplancton in relazione diretta con i parametri ambientali», ha dichiarato il dottor Hans-Jürgen Hirche, coordinatore del progetto all’Istituto Alfred Wegener.
Ora i partner del progetto prevedono di vendere il loro dispositivo agli istituti di ricerca e alle autorità.

Per ulteriori informazioni consultare:
http://www.awi.de 

Fonte: Cordis

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