ACCORDO ITALIA-TUNISIA SU SANTUARIO MARINO

1158941446_h_ho_mare_20060922.jpgROMA – Via libera dalla Tunisia al grande santuario marino nel Canale di Sicilia. Dopo quello con Malta, l’Italia ha siglato oggi l’accordo a Tunisi. Lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, raggiunto telefonicamente a Tunisi dove e’ stato impegnato nella Conferenza di solidarieta’ internazionale per le strategie di protezione dell’Africa e del Mediterraneo contro i cambiamenti climatici.
”Nell’ambito di questa conferenza – ha riferito Pecoraro – in un incontro bilaterale abbiamo chiuso l’accordo con la Tunisia per proteggere questo importante tratto di mare, vera e propria culla per le balene. Lo scorso giugno a Malta ho chiuso un accordo analogo. Ora, con il via libera anche da parte della Tunisia, non ci sono piu’ ostacoli per la firma ufficiale dell’accordo a tre per l’istituzione del Santuario marino del Canale di Sicilia”. Firma trilaterale che Pecoraro auspica gia’ a inizio 2008.
ROMA, 19 NOV – ”Lo Stretto di Sicilia rappresenta un early warning, cioe’ una sorta di campanello di preallarme rispetto al fenomeno dei cambiamenti climatici, all’introduzione di specie nuove al Mediterraneo e lessepsiane, cioe’ penetrate attraverso il Canale di Suez”. Ma anche una ”nursery per la balenottera comune”. Questo il commento di Silvio Greco, direttore scientifico dell’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (Icram), sulla firma dell’accordo Italia-Tunisia per la tutela di un’area di mare fra Sicilia, Tunisia e Malta. Secondo Greco ”l’area di un possibile Santuario deve essere ancora definita con precisione, ma e’ la prima volta che viene stipulato un accordo con un Paese del Nord Africa che preveda la messa a punto di sistemi di tutela della biodiversita’ in una zona cosi’ importante per il Mediterraneo come quella del Canale di Sicilia”. Un nuovo Santuario dei cetacei meridionale difenderebbe ”una zona di alimentazione e probabilmente una nursery, con una forte concentrazione di piccoli, della balenottera comune” spiega Greco. E non sarebbero solo i cetacei ad essere i futuri interessati da una maggiore tutela, ma ”un po’ tutte le specie protette del Mediterraneo, essendo una zona di riproduzione anche di esemplari di squalo bianco e anche per le tartarughe marine, le caretta caretta”. Inoltre ”si tratta di una zona di importanza strategica – afferma Greco – per risorse come pesci, molluschi e crostacei demersali (che vivono sul fondo) e pesci pelagici (che vivono in mare aperto)”. Non bisogna dimenticare poi che il Canale di Sicilia e’ importante anche come ”zona di migrazione per il tonno rosso” ricorda l’esperto Icram, secondo cui ”per la tutela di quest’area occorrono azioni complesse, anche perche’ si tratta di una zona di grande interesse per il traffico marittimo: oltre il 60% del traffico navale del Mediterraneo passa da li”.

Fonte: ansa

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