Arizona: sì a un parco acquatico nel deserto

MESA (USA) – Un «mare» artificiale in pieno deserto. E’ l’ambizioso progetto presentato da alcuni imprenditori americani che finanzieranno la costruzione di un immenso parco acquatico a Mesa, arida città di 460.000 abitanti in Arizona, a meno di 30 km da Phoenix. Il parco, che sarà inaugurato nel 2011 e che si chiamerà «Waveyard», offrirà ai futuri utenti non solo la possibilità di praticare numerosi sport acquatici, tra cui il surf, lo snorkeling, l’immersione subacquea e il kayaking, ma anche l’illusione di trovarsi in una celebre località marina.

ISPIRAZIONE – Secondo i media americani gli imprenditori si sono ispirati allo «Sky Dubai», il più grande parco sciistico del mondo, costruito nella capitale economica degli Emirati Arabi Uniti dove le temperature giornaliere, come in queste zone dell’Arizona, si attestano intorno ai 40 gradi. Gli imprenditori hanno semplicemente sostituito, come tema del nuovo parco, la neve con l’acqua. «Lanceremo alcuni sport che fino a oggi non si potevano praticare in questi luoghi» ha affermato Richard Mladick, l’agente immobiliare che ha persuaso numerosi uomini d’affari del luogo a intraprendere l’ambizioso progetto.

LUOGHI PARADISIACI – Il nuovo parco assomiglierà, secondo gli ideatori, ad alcune località paradisiache presenti alle Hawaii o sulle coste del Brasile e occuperà un territorio grande 125 acri. Esso includerà un fiume artificiale, diviso in diversi canali dove gli amanti del kayak potranno testare la loro abilità, una spiaggia e un oceano artificiale capace di produrre onde di diversa altezza (le più alte supereranno i 6 metri). Nel parco non mancherà una laguna per l’immersione subacquea, un bacino artificiale dove si potrà effettuare lo snorkeling e un centro per il “rock climbing”. Infine ci saranno ristoranti, zone per lo shopping, una stazione termale, un centro congressi e un albergo

IL PROBLEMA DELL’ACQUA – Jerry Hug, uno degli imprenditori che ha ideato il progetto, afferma che il nuovo parco tematico produrrà oltre 1 miliardo di dollari di profitti e creerà 7500 nuovi posti di lavoro. Per l’approvazione del progetto è stato indetto un referendum locale al quale hanno partecipato i cittadini di Mesa e delle località limitrofe. Alla fine la creazione del parco è stata votata dal 65% degli elettori. Nessuna associazione si è opposta, ma alcuni cittadini hanno espresso pubblicamente i loro dubbi ponendo l’accento sullo sfruttamento eccessivo delle falde acquifere: «In Arizona l’acqua è scarsa ed è un bene di valore» afferma Jim Holway, direttore associato del «Global Institute of Sustainability» dell’Università statale dell’Arizona. Tuttavia secondo Rita Maguire, ex direttrice del Dipartimento universitario che si occupa delle falde acquifere dell’Arizona, l’enorme quantità d’acqua che sarà usata per il progetto non prosciugherà le risorse del territorio americano: «All’inizio, tutti abbiamo pensato che fosse un progetto inappropriato, perché veniva fatto in un territorio desertico, con il perenne problema delle risorse acquifere. Ma dopo aver visto il progetto nei dettagli e aver rilevato che è previsto un uso efficiente dell’acqua, la maggior parte dei cittadini ha capito che si trattava di un buona iniziativa».

Di Francesco Tortora

Fonte: Corriere della Sera.it

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