Maree oceaniche e scorrimenti di faglia

1317829.jpgPer più di un decennio i geofisici hanno registrato terremoti ultralenti nel sottosuolo dello Stato di Washington, negli Stati Uniti, e della British Columbia, in Canada, a cadenza regolare di circa 14 mesi.
Questi episodici eventi di tremore e scorrimento della faglia durano tipicamente due o tre settimane e possono rilasciare una quantità di energia pari a quella di un terremoto di grandi dimensioni, sebbene non siano avvertiti e non causino alcun danno.
Ora i ricercatori della Università di Washington hanno trovato le prove che questi eventi di scivolamento lento sono in realtà influenzati dalla salita e dalla discesa delle maree oceaniche.
“Erano già state accolte prove della presenza di questi effetti di marea, ma senza il dettaglio che abbiamo ottenuto con la nostra ricerca”, ha spiegato Justin Rubinstein, ricercatore della Università di Washington e primo autore dell’articolo apparso su Science Express e che ha visto la collaborazione di Mario La Rocca del nostro Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, e di John Vidale, Kenneth Creager e Aaron Wech dell’Università di Washington.
E mentre precedenti ricerche avevano evidenziato un impulso di marea con un periodo ogni 12,4 ore circa, ora è stata identificata una seconda pulsazione, più difficile da individuare, che si evidenzia a intervalli di 24-25 ore, spiegano i ricercatori.
Gli eventi più recenti sono stati registrati nel luglio 2004, nel settembre 2005 e nel gennaio 2007. i ricercatori hanno impiegato molte schiere di centraline sismografiche separate per raccogliere le informazioni più accurate possibili sulla natura di questi tremori. Sono così state registrate pulsazioni due volte al giorno negli episodi del 2004 e del 2007, mentre in quello del 2005 ci fu probabilmente una pulsazione simile ma non è stata chiaramente identificata.
La fonte più probabile di forze di marea, spiegano i ricercatori, potrebbe essere quella della interazione gravitazionale tra il Sole e la Luna. La più chiara pulsazione di marea a intervalli di 12,4 ore coincide inoltre con un picco della forza esercitata dalla Luna, mentre la pulsazione ogni 24-25 ore è legata a picchi sia dell’influenza lunare sia di quella solare.
La marea crescente sembra così aumentare il tremore del 30 per cento.
“Ci aspettavamo che la massa di acqua in più dovuta all’alta marea potesse porre freno al tremore, invece pare che abbia l’effetto opposto, secondo un meccanismo che non abbiamo ancora compreso”, ha spiegato Vidale. “I terremoti – ha aggiunto – non si comportano così, la maggior parte di essi non è influenzato dalla presenza dell’alta o della bassa marea.” (fc)

Fonte: LeScienze

Advertisements

Una risposta a Maree oceaniche e scorrimenti di faglia

  1. […] Massimiliano Riverso: Ora i ricercatori della Università di Washington hanno trovato le prove che questi eventi di scivolamento lento sono in realtà influenzati dalla salita e dalla discesa delle maree oceaniche. “Erano già state accolte prove della presenza … […]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: