Caccia alle balene, Tokyo non si ferma

CANBERRA (Australia) – Il cambio di maggioranza in Australia non modifica la linea ambientalista di Camberra. E mentre il Giappone annuncia che non fermerà la caccia alle balene, perché «una ricerca scientifica non si può interrompere di colpo», il leader dei verdi australiani, Bob Brown, ha chiesto al neo premier Kevin Rudd di convocare l’ambasciatore giapponese e di mettere al bando le navi commerciali giapponesi dai porti australiani, in segno di protesta contro la caccia ai cetacei nei mari antartici. Anche il ministro dell’ambiente del precedente governo, Malcom Turnbull, si era schierato contro la carneficina, diffondendo appelli via Internet sottotitolati in giapponese, pensati in particolare per sensiblizzare i giovani nipponici.

«NON POSSIAMO FERMARCI» – Il capo di gabinetto giapponese, Nobutaka Machimura, ha detto di aspettarsi di continuare le buone relazioni con l’Australia, nonostante le divergenze sul tema della caccia alle balene. Dopo aver goduto di ottimi rapporti con l’Australia durante gli 11 anni del governo conservatore di John Howard, Tokyo si trova da oggi a dover trattare con un Paese guidato dai laburisti, partito che mentre era all’opposizione ha più volte chiesto un’azione legale contro il Giappone, reo di cacciare balene nel santuario dell’Antartico con il pretesto della ricerca. «Ci rendiamo conto che le megattere sono molto popolari in Australia», ha detto Machimura. «Sappiamo che uccidere una di queste balene è un fatto che suscita molte emozioni nel vostro Paese. Tuttavia – ha caggiunto – il nostro governo per ora ha deciso che non possiamo sospendere quanto iniziato».

the_japa-180x140.jpgSTRAGE ANNUNCIATA – La settimana scorsa una flotta nipponica di sei baleniere è salpata per l’Antartico per una nuova stagione di caccia «a fini di ricerca», usando una scappatoia della Commissione baleniera internazionale, nonostante le proteste di numerosi Paesi, Nuova Zelanda e Australia in testa. La battuta di pesca con una quota di 1.000 balene, per la prima volta include anche specie protette come le megattere, amate dai «whale watchers» per i caratteristici salti acrobatici fuori dall’acqua, e si preannuncia la più grande carneficina dei grandi cetacei degli ultimi vent’anni.

Fonte: Corriere.it

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