Traffici radioattivi – Nasce il Comitato per la Verità

È nato il Comitato per la Verità sui traffici nazionali e internazionali di rifiuti e materiali radioattivi. Il Comitato, promosso da Legambiente è stato presentato nei giorni scorsi a Roma dal responsabile dell’Osservatorio nazionale ambiente e legalità di Legambiente, Enrico Fontana. Tra gli ospiti Francesco Forgione, presidente della Commissione Antimafia e il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, insieme ad alcuni dei promotori, tra i quali l’on. Paolo Russo, ex presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, il magistrato Francesco Neri e i giornalisti Luciano Scalettari, Barbara Carazzolo e Alberto Chiara.
Il «Comitato per la verità» è costituito da magistrati, giornalisti, esponenti politici, familiari di vittime, ambientalisti che hanno dovuto misurarsi con una vicenda ancora oggi oscura, densa di pericoli concreti, innanzitutto per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.
«In questi anni, tutte le persone impegnate affinché fosse accertata la verità sugli affondamenti sospetti di navi lungo le coste italiane e i traffici di rifiuti e materiali radioattivi – spiega Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio nazionale ambiente e legalità di Legambiente – hanno avvertito e qualche volta subito un clima di ostilità, di ostruzionismo se non di vera e propria minaccia. La convinzione maturata in questi anni è che sull’insieme delle vicende oggetto di indagini giudiziarie, attività d’inchiesta parlamentare, dossier e reportage giornalistici, gravi una sorta di “congiura del silenzio”, tesa ad evitare o depistare gli indispensabili accertamenti. Il Comitato per la verità – conclude Fontana – è nato con l’obiettivo di contrastare questa “congiura”, attraverso l’impegno diretto di chi l’ha costituito e la raccolta di nuove testimonianze, il sostegno alle attività d’indagine giornalistica e di approfondimento, lo stimolo costante verso le istituzioni perché siano assicurati mezzi e risorse idonee per l’accertamento dei fatti».
Dei traffici nazionali e internazionali di rifiuti e materiali radioattivi si sono occupati nel tempo molte procure tra le quali Reggio Calabria, Paola, Catanzaro, Matera, Potenza, Padova, La Spezia, Bari e di Asti, che individuarono diversi filoni di indagine tutti riconducibili ad un network criminale dedito professionalmente allo smaltimento illegale di rifiuti tossici e radioattivi in mare, lungo le coste di paesi Africani (Somalia, Libia etc.) o nelle montagne dell’Aspromonte e della Lucania. Tutte le indagini portano alle stesse persone e vede il coinvolgimento di soggetti appartenenti al mondo imprenditoriale e delle professioni, armatori, esponenti di spicco di organizzazioni criminali di stampo mafioso, faccendieri e soggetti legati ai servizi segreti deviati e/o ai capi di governo di diversi paesi.
Il sospetto che emerge dalle indagini della magistratura e delle Commissioni parlamentari d’inchiesta sui traffici di rifiuti è che lungo le rotte internazionali dei rifiuti tossici viaggino sovente anche armi e munizioni.
Un intreccio su cui stava probabilmente lavorando anche Ilaria Alpi, uccisa a Mogadiscio insieme a Miran Hrovatin, subito dopo essere tornata dall’area di Bosaso, vero e proprio epicentro di traffici e mala-cooperazione.
Scenari inquietanti, segnati anche da altri episodi luttuosi, come la morte improvvisa del capitano di corvetta Natale De Grazia, punta di diamante del pool investigativo della procura di Reggio Calabria, impegnato nelle indagini sugli affondamenti sospetti di navi lungo le coste italiane.
A queste vicende sono state dedicate numerose indagini giornalistiche che hanno consentito di acquisire importanti testimonianze, in Italia e all’estero. Come il racconto dei due pescatori di Soverato che durante una battuta di pesca raccolsero nelle loro reti una strana «palla di fango», molto probabilmente una sorgente radioattiva (nello stesso punto dove poco tempo prima erano stati recuperati alcuni fusti gialli buttati da una nave) che sul momento ustionò loro le mani: i due poi si ammalarono entrambi di leucemia. O le conferme di chi ha operato in Somalia, duranti i lavori di costruzione della strada Garowe-Bosaso, seppellendo container di rifiuti.
Le ultimi notizie riferite dagli organi di stampa in merito alla emissione da parte della Direzione distrettuale antimafia di Potenza di 10 avvisi di garanzia a otto ex direttori del centro Enea di Rotondella e a due boss della ‘ndrangheta con l’accusa di «produzione clandestina di plutonio, traffico di sostanze radioattive e violazione dei regolamenti per la custodia di materiali e scorie nucleari», hanno rilanciato i dubbi e le preoccupazioni sollevate a più riprese dalle associazioni ambientaliste.
È per tutte queste ragioni che il comitato per la verità rivolge il suo appello al governo e al Parlamento affinché sia assicurato il massimo impegno delle istituzioni per il raggiungimento della verità. In particolare chiede:
– il massimo sostegno alla magistratura nelle indagini ancora in corso sia per quanto riguarda gli affondamenti sospetti delle cosiddette «navi dei veleni» sia per quanto concerne i presunti traffici di materiale radioattivo;
– la realizzazione di un’approfondita campagna di monitoraggio nei siti marini dove si presuma siano avvenuti gli affondamenti delle navi e dei loro carichi tossici, avvalendosi del supporto tecnico-scientifico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia;
– l’immediato avvio di progetti di cooperazione internazionale con la Somalia, al fine di verificare l’eventuale seppellimento lungo la strada Garowe-Bosaso, di fusti e container di rifiuti pericolosi;
– l’immediata istituzione della Commissione d’inchiesta sulla morte della giornalista Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin, affinché possa proseguire l’indispensabile approfondimento del contesto in cui è maturato il loro omicidio.
L’Appello è aperto alla sottoscrizione di tutti quanti vorranno condividere le ragioni di questa iniziativa. Sarà disponibile on-line su www.legambiente.eu e www.lanuovaecologia.it.

I promotori dell’Iniziativa
Francesco Neri (Magistrato), Nicola Maria Pace (Magistrato), Luciano Tarditi (Magistrato), Barbara Carazzolo (Giornalista Famiglia Cristiana), Alberto Chiara (Giornalista Famiglia Cristiana), Luciano Scalettari (Giornalista Famiglia Cristiana) Danilo Chirico (Giornalista), Maurizio Torrealta (Giornalista), Mauro Bulgarelli (Senatore), Francesco Ferrante (Senatore), Ermete Realacci (Deputato), Paolo Russo (Deputato), Anna Vespia (vedova Cap.no Natale De Grazia), Cristiana Muscardini (Europarlamentare), Monica Frassoni (Europarlamentare) Marco De Biasi (Legambiente Basilicata), Gianni De Podestà (Corpo Forestale dello Stato), Nuccio Barillà (Legambiente Calabria), Roberto Della Seta (Legambiente), Marco Fratoddi (Direttore «La Nuova Ecologia»), Enrico Fontana (Legambiente), Antonino Morabito (Legambiente Calabria), Massimo Scalia (Professore, ex presidente Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti).

Fonte: VillaggioGlobale

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