In kayak dall’Australia alla Nuova Zelanda

kens-pacific-pics-3.jpgSi possono seguire, pagaiata dopo pagaiata, su internet. Hanno macinato quasi metà dell’oceano che li separa dalla loro meta, i due impavidi ragazzi australiani che stanno tenendo con il fiato sospeso i fan che li seguono via computer. James Castrission, 25 anni, e Justin Jones di 24, potrebbero diventare i primi ad aver attraversato in kayak lo stretto di Tasmania. Dalle coste dell’Australia a quelle della Nuova Zelanda: uno dei tratti di mare più pericolosi al mondo, dove le onde hanno la meglio persino su barche supertecnologiche come quelle della mitica regata Sydney-Hobart, figurarsi su un kayak. Eppure finora i due ragazzi, partiti da Forster, nella costa nord del Nuovo Galles del Sud, il 13 di novembre, hanno tenuto duro. Ora sono in mezzo al Pacifico, un buon 40 per cento di rotta macinata a poppa del loro kayak, e davanti un fronte di onde alte cinque metri che da due giorni non li fa dormire. «Salve a tutti, sono Justin, aka Rat 2, qui dal Mar di Tasmania. È stata dura negli ultimi due giorni, avremo dormito più o meno un’ora tra tutti e due, ieri. E quando ho messo il naso fuori dalla tenda stamattina ho capito che anche oggi sarà lo stesso. Ma io e James ci stiamo comunque divertendo un sacco, e vogliamo ringraziarvi per il vostro . Leggere i vostri messaggi di incoraggiamento ci dà una voglia di andare avanti». È questo l’ultimo messaggio, trasmesso ieri dal kayak dei due sportivi. James e Justin sono in costante controllo satellitare con la base di Sydney (il segnale si aggiorna ogni sei minuti). La parte tecnica è stata sponsorizzata da Unwired, un’azienda australiana specializzata in tecnologia senza fili. «Hanno un robusto computer portatile, un telefono satellitare e ci inviano foto e podcast ogni giorno. L’energia per la ricarica arriva da un particolare pannello solare installato sulla parte posteriore della canoa, dove possono dormire qualche ora al giorno», ha detto alla radio australiana Abc David Spence, manager di Unwired. Attraversare il mar di Tasmania con il kayak è stata l’avventura che li ha fatti sognare insieme fin da bambini. Entrambi di Sydney, si allenavano a lunghe pagaiate nelle baia, spingendosi fino all’imboccatura dell’oceano e immaginando un giorno di sfidare quelle onde. Negli ultimi anni hanno iniziato a lavorare sodo per modificare un kayak che potesse reggere a onde di 5-10 metri, e che fosse in grado di tenere provviste all’asciutto pur mantenendo una certa manovrabilità. Il loro kayak ha una «bolla» di vetro resina che contiene tutte le sofisticate attrezzature per comunicare con la base, e un materassino per dormire. Quando il mare diventa molto forte, la prua ha un sistema che aiuta a tenere la prua verso il vento e sulle onde, diminuendo il rischio di imbarcare acqua di fianco e rovesciarsi. L’ultima persona a tentare di traversare l’oceano tra Australia e Nuova Zelanda in kayak era stato Andrew McAuley, australiano pure lui. McAuley, che aveva tentato la traversata da solo, era arrivato in vista della costa della Nuova Zelanda, inviando una sua fotografia, poi era scomparso. L’ultimo suo messaggio, il 9 febbraio scorso, era stato una richiesta di aiuto. Le ricerche erano iniziate subito, ma del giovane non si è più trovata traccia. Giorni dopo un elicottero individuò il kayak, vuoto. Justin e James hanno ancora davanti una buona metà di oceano. Se tutto procede bene, arriveranno in Nuova Zelanda il giorno di Natale.
I loro blog, foto e itinerario del viaggio si trovano su www.crossingtheditch.com.au

Fonte: LaStampa

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