Buon 2008

dicembre 31, 2007

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Buon anno

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Leonardo inventa ancora. Dai suoi disegni la eco-nave

dicembre 31, 2007

L’idea, in fondo, è tanto semplice quanto geniale: un velo d’aria per eliminare l’attrito, secondo lo stesso principio dell’hovercraft. In questo modo, un fiorentino ha brevettato un marchingegno in grado di far risparmiare il 30% di carburante alle imbarcazioni, diminuendo anche l’impatto ambientale delle vernici per gli scafi. Nonostante lo spunto sia tutta farina del suo sacco, il «marchio di fabbrica» dell’idea affonda le sue radici in un «made in Tuscany» dal sapore ben più antico: è studiando i disegni del suo conterraneo più celebre – quel Leonardo da Vinci il cui genio è ancora oggi sorprendentemente attuale – che Francesco Albanese, 47 anni, ha brevettato l’innovativo sistema. Il pubblicitario fiorentino, appassionato di nautica, ha tratto dagli studi leonardiani sull’idrodinamica lo spunto per realizzare il brevetto, basato sul noto meccanismo del cuscino d’aria. Un hovercraft sottomarino però, anziché in superficie.
«L’avanzamento delle navi di grossa stazza – sottolinea con soddisfazione Albanese – crea dei gorghi che rallentano l’andatura, così come l’attrito dell’acqua sulla carena. La mia invenzione, grazie a un doppio scafo, utilizza un velo d’aria che elimina l’attrito: ho pensato a un sistema che pompa aria dentro una serie di microfori alimentati da compressori ad aria, a loro volta azionati dai motori della nave. In questo modo si crea un cuscino d’aria intorno alla carena delle navi, eliminando attrito e gorghi. Le imbarcazioni possono navigare più veloci, con un risparmio di carburante stimato in almeno il 30%».
E non è tutto, perché al risparmio di tempo e denaro si aggiunge una diminuzione dell’inquinamento. «Diminuirebbero – continua Albanese – i costi di manutenzione delle carene, sulle quali attecchiscono organismi vegetali. Si eviterebbe infatti l’utilizzo di vernici antivegetative, composte da sostanze inquinanti che, attraverso i pesci, finiscono sulle nostre tavole».
Un’idea geniale, dunque, ispirata da uno che nel settore la sapeva piuttosto lunga. «Avendo frequentato l’Accademia di belle arti di Firenze – conclude Albanese – mi sono lasciato sedurre dai disegni di Leonardo che studiavano i gorghi e le correnti. Durante il corso per la patente nautica, poi, ho notato alcune similitudini tra lo studio che Leonardo condusse con alcuni modelli nell’Arno e il moto in acqua delle moderne carene navali. Da quelle ho tratto ispirazione per la mia invenzione».
«Il progetto è stato presentato alla Camera di Commercio di Arezzo nel 2001 – spiega l’avvocato Fabrizio De Sanctis, che ha seguito l’iter – e ora è arrivata la concessione del brevetto per l’Italia. Adesso abbiamo quattro mesi per registrarlo per l’estero».

Fonte: IlGiornale.it


I gabbiani

dicembre 29, 2007

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Tutti i pomeriggi
si radunano i gabbiani
davanti alla stazione ferroviaria:
Lì ripensano ai loro amori.
Nel loro libro di memorie
due fiori di sandalo:
uno segna la pagina dei ponti,
l’altro quella dei suicidi.
E conservano anche una fotografia
del mendicante che, una volta, trasportava
gli scarti del mercato.
Ma il loro piccolo cuore
– lo stesso degli equiibristi –
per nulla sospira tanto
come per quella pioggia sciocca
che quasi sempre porta il vento,
che quasi sempre porta il sole.
Per nulla sospira tanto
come per l’interminabile
(nabilè, nabilà)
continuo mutare
del cielo e dei giorni.

Bernardo Atxaga
Foto: ©P.f.d


Rinspeed sQuba: con il volante fra i pesci

dicembre 29, 2007
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Avete ragione, non è proprio periodo di immersioni e bagni al mare, ma la Rinspeed sQuba è un’auto troppo affascinate per non meritare le simpatie rispetto ad un più versatile (s’intenda, solo per la stagione…) gatto delle nevi.
Qualcuno di voi avrà già afferrato il collegamento, notando come questo curioso veicolo subacqueo riprenda la stessa linea della Lotus Elise. Tornando indietro di trent’anni, come non ricordare l’emersione di un imperturbabile Roger Moore al volante della sua Esprit nel film “Agente 007 – La spia che mi amava”.

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I progettisti hanno voluto concretizzare un’idea nata sul grande schermo, dotando questo curioso ibrido di un sistema a doppia elica (alimentato da un motore elettrico necessario per la marcia su strada) e carrozzeria in fibra di carbonio: la profondità massima garantita è pari a 10 metri, con gli occupanti coccolati da un sistema di ossigenazione.
Il debutto è atteso per il prossimo salone di Ginevra; chissà che Daniel Craig non l’abbia già adocchiata, magari creando il riscontro mediatico necessario per una sua produzione in serie

Fonte: AutoBlog.it


Le acque inquinate rendono pericolosi gli allevamenti cinesi di pesci e molluschi

dicembre 29, 2007

china.jpgPechino – La carenza idrica e il diffuso inquinamento delle acque interne mettono in pericolo l’industria ittica cinese, la maggiore del mondo: pesci ma anche crostacei, molluschi, zampe di rana e altro destinati alle tavole di Giappone e Occidente, specie gli Stati Uniti.
L’industria ha prosperato per anni, favorita dalla diminuzione del pescato mondiale e dall’aumento della richiesta. Nel 2006 la Cina ha prodotto 52,16 miliardi di chilogrammi di prodotti ittici, circa il 70% degli allevamenti mondiali. Ci lavorano oltre 4,5 milioni di persone, secondo i dati dell’Ufficio dell’industria della pesca.
Ma oltre il 50% delle acque interne cinesi sono troppo inquinate e non adatte ad alcun uso umano. Da anni gli allevatori mischiano medicine illegali e pesticidi negli alimenti dei pesci, per tenerli in vita. Ma la loro carne assorbe sostanze nocive e cancerogene. Per esempio per le anguille è usato il nitrofurano, che uccide i microbi ma ha causato il cancro ai topi di laboratorio. Ora la Cina dice che ha fermato l’uso di simili sostanze, anche se ciò ha portato un diminuzione del 30% della sopravvivenza degli animali.
Peggio ancora nelle province industriali, come il Guangdong, dove le acque sono piene di sostanze tossiche: nei pesci sono stati trovati mercurio e metalli pesanti.
Unione europea e Giappone hanno più volte imposto bandi temporanei e gli Stati Uniti nel 2007 hanno proibito l’importazione di vari generi ittici cinesi. Nel 2007 sino a novembre gli Stati Uniti hanno rifiutato 210 bastimenti di prodotti ittici cinesi contenenti sostanze nocive, rispetto ai 2 della Thailandia, altro grosso esportatore.
La città di Fuqing (Fujian) è uno dei centri di questa industria, importata decenni fa da chi era emigrato per lavoro in Giappone e Taiwan. L’allevamento si è rivelato semplice (basta scavare i bacini e riempirli d’acqua) e proficuo. Lin Sunbao, il cui figlio ora studia all’università di Cambridge nel Regno Unito, racconta al New York Times che nei primi anni ’90 ha guadagnato oltre 500mila dollari l’anno “con un solo allevamento”.
Ma poi nella zona sono giunte le fabbriche tessili ed elettroniche e ora fiumi e bacini sono classificati come non adatti all’utilizzo umano, mentre nelle vicine acque costiere ci sono petrolio, piombo, mercurio e rame.
Ora molti allevamenti si sono spostati in zone incontaminate. Ma gli studiosi osservano che gli stessi giganteschi allevamenti ittici spesso gettano i propri rifiuti (escrementi, pesticidi e medicinali) senza trattarli, creando inquinamento. Le industrie ittiche hanno distrutto foreste di mangrovia in Thailandia, Vietnam e Cina e alterato l’equilibro ecologico. Il mare di alghe che ha invaso bacini interni come il lago Tai dipende dall’eccessiva quantità di elementi nutrienti nelle acque, cui gli allevamenti contribuiscono.
An Taicheng dell’Accademia cinese delle Scienze commenta che “occorre andare al mare, perché è sempre più difficile trovare acque pulite. Ogni anno ci sono problemi per i prodotti ittici. Altrimenti, un giorno nessuno mangerà più il nostro pesce”.

Fonte: AsiaNews


Patagonia, petrolio sulle coste

dicembre 29, 2007

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A 1750 chilometri a Sud di Buenos Aires la piccola comunità di pescatori di Caleta Cordova, in Patagonia, affronta un’emergenza ambientale la cui origine non è ancora stata chiarita dalle autorità.
Di certo c’è soltanto che un’onda di petrolio si è abbattuta sulla costa, provocando la contaminazione delle sabbie costiere e degli animali che le abitano. Cormorani e pinguini, nelle foto, fanno la fila per una doccia rigenerante.

Fonte: RaiNews24


Meraviglie negli abissi

dicembre 29, 2007

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Nuovi studi scientifici sugli squali-balena sono stati realizzati grazie alle informazioni inviate dagli eco-turisti. Viaggiatori che permettono di scoprire un mondo

Copyright Brad Norman. Foto dal sito http://www.whaleshark.org

Fonte: RepubblicaImmagini