L’arco naturale di Palinuro è destinato a sparire

palinuro-arco170.jpgL’Arco naturale di Palinuro, una meraviglia naturale della costa rocciosa campana, è destinato a sparire. E’ il preoccupante scenario che emerge da un primo sopralluogo effettuato dai responsabili dell’Ufficio Tecnico del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il crollo dei giorni scorsi, che ha cancellato per sempre parte della facciata interna dell’arco, sarebbe infatti solo una tappa fisiologica del progressivo sbriciolamento della volta.
Tra qualche tempo, alla fine di un processo naturale, non resterebbe che un moncone, meglio ancora un faraglione, a perenne ricordo dell’arco che fu. E’ quanto prospettato da Andrea Toni, geologo dell’ufficio Tecnico dell’Ente parco, che non usa mezzi termini per descrivere lo stato di conservazione di uno dei monumenti naturali più famosi della Campania. ”Siamo in presenza di una struttura stressata – spiega il geologo a proposito della roccia calcarea dell’arco – il processo di consunzione è inevitabile, e tutto avverrà secondo i tempi umani, e non geologici”. Il che, tradotto, vuol dire che la scomparsa del monumento più amato dagli abitanti di Palinuro è dietro l’angolo. ”Parliamo di anni, anche se è impossibile quantificarli. A meno che non si intervenga invasivamente, a costo di stravolgere l’aspetto attuale dell’arco”. Il sopralluogo ha consentito ai tecnici di valutare anche gli interventi effettuati negli anni scorsi dai tecnici della Comunità Montana Lambro e Mingardo. ”Sono stati effettuati lavori di messa in sicurezza e sono state collocate delle reti metalliche per evitare il pericolo di caduta massi. Tutti interventi lodevoli, ma inutili per la conservazione dell’arco.
Abbiamo a che fare con una struttura stressata, costituita da roccia calcarea massiva e stratificata, tutti elementi che lasciano poco spazio alla fantasia”. Parole pesanti, anche se c’è chi non è affatto disposto a mollare, a iniziare dal vice sindaco di Centola. ”L’arco lo salveremo – dice risoluto – in queste ore abbiamo effettuato un primo sopralluogo insieme ai responsabili dell’ufficio tecnico. Dobbiamo capire quali lavori sono stati effettuati negli anni scorsi dalla Comunità Montana Lambro e Mingardo e dall’ Autorità di Bacino Sinistra Sele, visto che la nostra amministrazione è in carica dalla primavera di quest’anno. So che il ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio, ha ordinato una ispezione tecnica, ma nel frattempo dobbiamo muoverci con la massima celerità. L’attendismo è vietato”.
La Capitaneria di Porto controlla costantemente il tratto di spiaggia e il mare antistante che sono stati vietati al transito. Ma non lo era prima del crollo che, se fosse avvenuto durante l’estate avrebbe provocato una strage.

Fonte: Newton

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