Approvata la direttiva Ue sull’ambiente marino

thumbs0022.jpgBRUXELLES. Il Parlamento europeo ha approvato in seconda lettura la direttiva Ue sulla strategia marina, presentata dalla relatrice socialista Marie-Noëlle Lienemannn. L´applicazione della direttiva è prevista per il 2010, ma gli Stati membri avranno tempo fino al 2020 per adeguarsi. Si tratta del nuovo pilastro portante della politica ambientale marittima, basata su protezione e conservazione dell´ambiente marino attraverso l´inserimento di regole a tutela di tutti i settori interessati. La Lienemann ha sottolineato l´urgenza del provvedimento: «Fra 50 anni potrebbe non esserci più un solo pesce».
Il Parlamento europeo ha aggiunto alla direttiva un contributo importante che raccoglie gli impegni internazionali sottoscritti dall’Ue e le raccomandazioni dell’Onu: l’obbligo per gli Stati membri di stabilire zone di protezione marine. Per la Commissione europea il voto del Parlamento favorevole alla direttiva per la strategia per l’ambiente marino «conferma il recente accordo negoziato tra la presidenza portoghese e il Parlamento. L´obiettivo di questo accordo è di pervenire ad un buono stato ecologico dell’ambiente marino dell’Unione europea all’orizzonte del 2020. Conferma l’impegno fermo di tutte le istituzioni dell’Unione europea in favore di una migliore protezione dei mari e degli oceani d’Europa».
«Mi felicito del risultato del voto del Parlamento europeo sulla direttiva relativa alla strategia per l’ambiente marino – ha detto il commissario all’ambiente dell’Ue Stavros Dimas – E’ assolutamente vitale per l’Unione europea proteggere le sue acque marine e di risanare i suoi mari ed oceani. Questo esige un approccio integrato della gestione marina». Il Parlamento europeo ha approvato il testo dopo diverse riunioni tra Consiglio, Parlamento e Commissione. Quando la direttiva entrerà in vigore, gli Stati membri saranno tenuti a vigilare che le acque marine dell’Ue siano ecologicamente sane entro il 2020. La direttiva è accompagnata e sostenuta da altri atti legislativi europei nel settore, come la direttiva quadro sull’acqua, «la direttiva relativa alla strategia per l’ambiente marino – spiega la Commissione Ue – fornirà un quadro globale alla protezione dell’acqua durante tutta la durata del suo ciclo. Una strategia tematica che colma una lacuna in materia marina».
La direttiva approvata dal Parlamento europeo considera gli ecosistemi marini come una fonte importante di biodiversità, con un ruolo determinante nella formazione degli eventi meteorologici e climatici che riguardano da vicino la qualità della vita umana ed il benessere sociale. Il mare e gli oceani sono visti anche come fornitori di una serie di servizi essenziali, in particolare nei settori dell’energia solare e dell’assorbimento del carbonio. Quindi la conservazione dell’ambiente marino «è indispensabile alla prosperità economica delle regioni marittime e dell’Unione europea nel suo insieme».
Ma l’ambiente marino europeo si sta degradando rapidamente per le elevate pressioni sulle risorse naturali e sui servizi ecologici. «L’ambiente marino dell’Ue é soprattutto minacciato – spiega la Commissione – da effetti del cambiamento climatico, pesca commerciale, introduzione di specie esotiche, inquinamento e introduzione di sostanze pericolose legate al trasporto marittimo, prospezioni petrolifere e gasiere, sversamenti di idrocarburi, arricchimento in sostanze nutritive provenienti dall’agricoltura e dalle acque urbane residuali non trattate, rifiuti in mare e rumore».
La direttiva riguarda i tre milioni di chilometri quadrati di mari europei, che equivalgono alla superficie terrestre europea, che finora, al di là di alcune misure, non godevano in generale di protezioni ambientali.
Per questo, nel 2005 la Commissione Ue ha proposto una strategia tematica sull’ambiente marino (IP/05/1335) la cui entrata in vigore rappresenterà «la più grande estensione della copertura territoriale della legislazione comunitaria in materia di ambiente. Un quadro solido per risanare i nostri oceani».
La direttiva prevede la creazione di regioni e sotto-regioni marine sulla base di criteri ambientali, che saranno gestite dagli Stati membri in maniera integrata, cooperando strettamente per stabilire strategie marine per le acque di ogni regione. Ogni strategia consiste in un piano di azione da mettere in opera in più tappe. Gli Stati membri dovranno valutare da subito lo stato dell’ambiente e le principali pressioni nelle loro rispettive regioni marittime, poi determinare quale siano gli ambienti e le biocenosi in buono stato ecologico, poi stabiliranno obiettivi, indicatori e programmi di sorveglianza. Programmi e misure devono essere elaborati entro il 2015, per fare in modo che l’obiettivo di “buono stato ecologico” possa essere raggiunto entro il 2020.

Fonte: Greenreport

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