Turbine off-shore per la California

1319886.jpgPer molti aspetti quella eolica appare come una fonte ideale di energia. Rimane aperta in ogni caso la questione della fattibilità delle installazioni di turbine, che deve tener conto evidentemente del rapporto fra investimenti e benefici economici.
Nel caso della California, uno Stato da sempre attento alle questioni ambientali, una valutazione del potenziale energetico eolico off shore è stata effettuata da ricercatori della Stanford University e presentata nel corso dell’annuale convegno dell’American Geophysical Union, tenutosi a San Francisco.
”Si tratta delle prima ricerca dettagliata che considera i siti adatti a sviluppare centrali eoliche al largo delle coste della California”, ha spiegato Michael Dvorak, ricercatore della Stanford e primo autore dello studio. “Alcuni per esempio hanno tenuto conto delle velocità del vento al largo, ma non della profondità delle acque, in ogni caso non con il nostro grado di accuratezza.”
La profondità dell’acqua, infatti, è un fattore che incide notevolmente sui costi di installazione, non solo perché implica l’uso di più materiale da portare a profondità maggiori, ma anche perché al largo l’intera struttura deve resistere a ondate e mareggiate molto più intense.
In particolare, la maggior parte delle ricerche ingegneristiche si èfocalizzata sulla costruzione di turbine in acque poco profonde, come quelle del Mare del Nord dove si concentrano tutti i parchi eolici marini esistenti.
Di conseguenza, la maggior parte della tecnologia attualmente disponibile è dedicata alla costruzione di turbine in acque meno profonde di 20 metri. Pertanto, sebbene le velocità dei venti siano maggiori al largo, lo studio conclude che probabilmente è economicamente più conveniente l’installazione in acque poco profonde.
Per stimare le velocità dei venti, il gruppo ha impiegato modelli al computer simili a quelli usati dai meteorologi per prevedere il tempo. In particolare, i ricercatori si sono soffermati sulle velocità dei venti registrate nel 2005 e nel 2006 in alcune località costiere della California per stimare la potenza che potrebbe essere generata annualmente.
I risultati indicano che in due dei tre siti individuati nell’area della Baia di San Francisco, sarebbero necessarie, a causa delle profondità marine superiori ai 50 metri, piattaforme galleggianti simili a quelle usate per l’esplorazione petrolifera, che tuttavia non sarebbero adatte per la tecnologia eolica. Inoltre nella stessa Baia, i venti sono molto meno intensi durante la stagione estiva e non sarebbero in grado di produrre energia in modo continuativo nel corso dell’anno.
Il terzo sito è quello di Cape Mendocino, che si trova invece nella California settentrionale. In questo sito un parco eolico potrebbe fornire il 5 per cento dell’elettricità che la California ricava attualmente da fonti che emettono biossido di carbonio. (fc)

Fonte: LeScienze

Advertisements

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: