L’università più a nord del mondo

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SVALBARD (Norvegia) – È sicuramente l’università più fredda del mondo. E non potrebbe essere diversamente, visto che, con la sua collocazione a 78 gradi di latitudine nord, sorge proprio a due passi dal polo Nord. Si tratta dell’Unis, un ateneo prestigioso che il governo norvegese vuole trasformare sempre più in uno dei fiori all’occhiello del proprio sistema formativo e di ricerca. Si trova sulle isole Svalbard e vi sono stati attivati corsi speciali su una piattaforma di ricerca nel cuore dell’Artico. Le lezioni hanno un carattere internazionale, visto che coinvolgono studenti provenienti da ogni angolo della Terra.
350 STUDENTI – L’università si trova a Longyear, che con i 1.500 abitanti è capoluogo dell’arcipelago. Attualmente è frequentata da 350 coraggiosissimi studenti di varie nazionalità. Qui, a dodici gradi oltre il circolo polare artico, si studiano e si osservano in particolare gli effetti del riscaldamento climatico sull’ambiente. Istituito nel 1993, l’ateneo può contare dallo scorso anno su un moderno edificio particolarmente attrezzato per le proibitive condizioni climatiche del luogo. Coloro che giungono al termine del programma di studi possono conseguire diplomi in biologia artica, geologia artica, geofisica artica e tecnologia artica. Il board dell’università è composto dai vertici degli altri quattro grandi centri universitari norvegesi: Oslo, Bergen, Trondheim e Tromsø.
CORSI DI SOPPRAVVIVENZA – L’Università di Svalbard organizza non solo corsi di approfondimento, ma anche veri corsi di sopravvivenza. Per due volte all’anno gli studenti devono sfidare le avversità climatiche e affrontare delle prove sul campo che, paragonate a quanto richiesto nelle nostre università, dovrebbero valere una montagna di crediti. CAMBIAMENTO CLIMATICO – Qui si studia dall’osservatorio con tutti gli strumenti dell’avanguardia tecnologica il cambiamento climatico e il campo magnetico della Terra, insieme ai fenomeni solari quali l’aurora boreale. La posizione geografica delle isole, che sono collocate a metà strada tra l’estremità settentrionale dell’Europa e il polo Nord, offre interessanti opportunità agli scienziati di varie discipline, tra cui i ricercatori di climatologia, i glaciologi e gli studiosi della biodiversità, delle correnti oceaniche e del campo magnetico della Terra.
GRATIS – ln compenso l”inverno dura «solo» quattro mesi e l’università è gratis. Per uscirne «vivi» però occorre resistere alla totale oscurità (nel periodo invernale a queste latitudini il sole non sorge praticamente mai) e ai picchi del termometro che scende anche a -50 °C. Non a caso gli stessi studenti hanno preparato un vademecum ribattezzato survival kit (strumenti di sopravvivenza) per dare consigli alle aspiranti reclute, anche e soprattutto per consigliare loro cosa portare nel bagaglio (vietato il cotone, che non isola dal freddo: meglio la lana, anche nell’interno delle scarpe). Poi il programma per gli studenti-avventurieri si arricchisce con i due mesi di corso che permettono di acquisire le contromisure per saper affrontare gli animali selvatici, oppure riconoscere e successivamente provvedere a curare le lesioni da congelamento. Non è da meno la prova sul campo con speciali tute nelle acque gelide dei fiordi ghiacciati, oppure il fucile per proteggersi dagli orsi polari che si possono incontrare per strada. Insomma, una prova sul campo per veri duri.

Ambra Craighero

Fonte: Corriere.it

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