Dal mare alla rete, i messaggi in bottiglia parlano d’amore

este_21171152_41460.jpg “Amore mio, nel mare sono nata, cresciuta, mi ha protetta, l’ho amato e odiato. Davanti a lui ho visto le stelle riflettersi, e i tuoi occhi possenti. Ti ho amato dal primo istante, vicino al grande blu, ci siamo dichiarati, sotto le stelle che ci hanno guardati. Ti amo, ora e per sempre. Lascio la mia eterna dichiarazioni al mare, lui che ci ha fatto incontrare. 22 gennaio 2007”.
C’è un sito che raccoglie i messaggi in bottiglia che arrivano dal mare (www.messaggidalmare.com). Messaggi consegnati alle onde che poi giungono fino a riva. Lettere d’amore, d’amicizia, richieste di aiuto. Storie, tante storie. Come la lettera nella bottiglia di un giovane tedesco, omosessuale, che scrive al suo amato: “caro Daniel, io penso al tuo destino, che lascio tutto a te. A te il tuo, a me, il mio… È venuto il mio tempo e io (devo) pur andare. Sono sveglio e attraverso i miei occhi vedi anche tu il mondo un po’ più vicino. Io accetto la mia vita tranquillamente, e il prezzo che è costato a te. Ti prego, guardami amichevolmente se io… vivo e sono felice. Io ti ringrazio e sono fiero di tutto il bene che abbiamo potuto vivere. Io terrò nel mio cuore e conserverò per te, un posto nel recesso più profondo. In sincera amicizia e amore. Il tuo Reinhard”.
Un messaggio sembra una strana richiesta di soccorso: “Aiuto, sono intrappolato su un’isola… Tutto solo senza cibo e acqua, con questo mio luogo solitario per compagnia. Questa realmente è un luogo solitario. Prego, qualcuno mi salvi. TOD. Post scriptum: portatemi la luce del sole”. In un’altra, una ragazzina tedesca cerca amici: “Ciao, sono una passeggera della Minoanen Lines dalla Grecia verso l’Italia. Il mio nome è Marina e vengo dalla Germania. Sarei molto felice se mi scriveste”. E lascia il suo indirizzo.
C’è l’addio straziante di una giovane donna che affida all’acqua il saluto ad un amante che non ricambia la sua passione. E’ un messaggio scritto a penna, sulla carta intestata di una pensione di Tortoreto. Una bambina di Bolzano che saluta il mare.esterne211620472112162718_big.jpg
Ma questi sono solo alcuni dei fogli raccolti da Roberto Regnoli, 57 anni, medico di Termoli, che ha deciso di pubblicarli su internet. Sul sito ne sono catalogati oltre un centinaio. Ognuno di loro riporta la data del ritrovamento della bottiglia e le foto del messaggio e della bottiglia stessa. “Si resta sempre meravigliati da quello che si trova sulla spiaggia e ho pensato di condividerlo” spiega “fra le tante cose che il mare butta sulla spiaggia, ce n’è una che mi fa pensare, di cui non riesco a darmi una spiegazione logica: le scarpe. Ce ne sono a centinaia, di tutti i tipi e le forme. Scarpe da ginnastica, da passeggio, eleganti, ciabatte, da bambino, da mare, perfino sandali da sala operatoria. Il numero delle scarpe è quasi uguale alle bottiglie di plastica… Ogni 10, 20 metri se ne trova una. Ci sono di quelle che sono così nuove che sembrano gettate in mare lo stesso giorno”.
esterne211620492112162727_big.jpgMa la sua passione sono quelli in bottiglia. “Sui biglietti spesso il mittente lascia un numero di telefono o un indirizzo. Io chiamo sempre, per avvisare che la bottiglia è stata aperta, e il segreto svelato… Anch’io l’ho sperimentato, ho scritto un messaggio in bottiglia e l’ho lanciato fra i flutti. L’anno successivo mi ha telefonato una ragazza di Torino che l’aveva trovato durante le vacanze. I messaggi arrivano da tante zone: dalla costa italiana dell’Adriatico, ma anche dalla costa jugoslava e croata. Dai Paesi Bassi, dai mari del nord. Sono scritti in molte lingue, che con l’aiuto di interpreti, li ho tradotti e inserito sul sito. Qualcuno invece arriva da coste vicine. Due messaggi, in particolare, dalla Marche. Li ricordo bene perché mi hanno colpito molto. Un giorno d’estate due ragazzini in vacanza a Numana, lei e lui, hanno scritto l’identico messaggio e l’hanno infilato in due bottiglie, inviate nello stesso momento. Una specie di giuramento di amicizia, di patto. Ebbene, le bottiglie hanno percorso centinaia di chilometri via mare l’una accanto all’altra. E io le ho trovate a pochi metri di distanza, a Marina di Lesina. Mi è sembrata una singolare coincidenza, quasi un segno del destino”.
di GIUSEPPE CAPORALE

Fonte: Repubblica 
Galleria fotografica: http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/messaggi-mare/1.html

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