UE, MARE PIU’ PROTETTO DAL 2010 GRAZIE A DIRETTIVA

ROMA – Il mare sara’ piu’ protetto dal 2010. Il Parlamento europeo ha infatti approvato l’ultima versione, frutto di un compromesso con il Consiglio, del provvedimento che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in difesa dell’ambiente marino. Il Sesto programma di azione in materia di ambiente dell’Ue prevede l’elaborazione di una strategia tematica per la protezione e la conservazione dell’ambiente marino europeo con l’obiettivo generale di promuovere l’uso sostenibile dei mari e la conservazione degli ecosistemi marini. L’ambiente marino e’ infatti sottoposto a gravi minacce: perdita o degrado della biodiversita’ e alterazioni della sua struttura, distruzione degli habitat, contaminazione da sostanze pericolose e nutrienti ed effetti del cambiamento climatico.

L’applicazione della direttiva e’ prevista per il 2010, ma gli Stati membri avranno tempo fino al 2020 per adeguarsi. Si tratta del nuovo pilastro portante della politica ambientale marittima, basata su protezione e conservazione dell’ambiente marino attraverso l’inserimento di regole a tutela di tutti i settori interessati. Il Parlamento ha aggiunto al testo originario l’impegno ad attuare gli obblighi internazionali sottoscritti dall’Ue e le raccomandazioni dell’Onu: in particolare quello per gli Stati membri di identificare le cosiddette zone di protezione marine. Quando la direttiva entrera’ in vigore, gli Stati membri saranno tenuti ad applicare misure di tutela e sorveglianza a garanzia che le acque marine dell’Ue siano ”ecologicamente sane” entro il 2020. La direttiva approvata dal Parlamento europeo considera gli ecosistemi marini come una fonte importante di biodiversita’, con un ruolo determinante nella formazione degli eventi meteorologici e climatici che riguardano da vicino la qualita’ della vita umana ed il benessere sociale. Il mare e gli oceani sono visti anche come fornitori di una serie di servizi essenziali, in particolare nei settori dell’energia solare e dell’assorbimento del carbonio. Quindi la conservazione dell’ambiente marino e’ considerata indispensabile alla prosperita’ economica delle regioni marittime e dell’Unione europea nel suo insieme. Le misure di tutela dovranno essere indirizzate in particolare alla difesa dagli effetti del cambiamento climatico, ma anche dalle minacce provenienti dalla pesca commerciale intensiva,dall’introduzione di specie esotiche, dall’inquinamento e dalla presenza di sostanze pericolose legate al trasporto marittimo, prospezioni petrolifere e gasiere, sversamenti di idrocarburi, arricchimento in sostanze nutritive provenienti dall’agricoltura e dalle acque urbane residuali non trattate, rifiuti in mare e rumore.

Il provvedimento riguarda i tre milioni di chilometri quadrati di mari europei, che equivalgono alla superficie terrestre europea, la cui salute non era finora regolata da specifiche misure di protezione ambientale. La direttiva prevede la creazione di regioni e sotto-regioni marine sulla base di criteri ambientali, che saranno gestite dagli Stati membri in maniera integrata. Ogni strategia trae origine e si basa su un piano di azione da mettere in opera in piu’ tappe. Gli Stati membri dovranno valutare da subito lo stato dell’ambiente e le principali pressioni nelle loro rispettive regioni marittime, identificare quindi gli habitat in buono stato ecologico, per stabilire quindi obiettivi, indicatori e programmi di sorveglianza. Programmi e misure devono essere elaborati entro il 2015, per fare in modo che l’obiettivo di ”buono stato ecologico” possa essere raggiunto entro il 2020. Gli Stati membri appartenenti ad una regione marina devono cooperare per integrare e coordinare le loro strategie marittime, collaborando anche con i Paesi extracomunitari appartenenti alla stessa regione marina e compresi nelle convenzioni marittime regionali.

Fonte: Ansa

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