Alaska: «caldo» minaccia necropoli

nuvukb1-180x140.jpgALASKA (Usa) – Sepolti nel ghiaccio, poi restituiti all’aria e ora in balia delle onde. Questo il destino delle tombe degli Inupiat, popolazione indigena dell’Alaska, che dopo essere state conservate tra i ghiacci per secoli stanno progressivamente ricomparendo in superficie. E, se qualcosa non cambierà, presto verranno sommerse dalle acque sempre più calde del mare Artico. Accade in Alaska, a Nuvuk, o come si chiama ufficialmente adesso Point Barrow, il punto più settentrionale degli Stati Uniti. Una vera città-fantasma che si è trasformata in centro archeologico quando dieci anni fa il ghiaccio in liquefazione ha riportato alla luce i primi cadaveri. Per la gioia degli archeologi che ora stanno studiando il materiale riemergente. I cadaveri appartengono infatti ai residenti di Nuvuk, ed è probabile che si tratti del popolo di Thule, antenati degli odierni Inupiat.RISCALDAMENTO GLOBALE – L’erosione dei ghiacci, con il mare che riconquista il suolo calpestabile, rischia adesso di far naufragare le aspettative per l’importante ritrovamento. Nuvuk si trova infatti al punto di congiunzione di due mari, quello di Beaufort e quello di Chucki, e gli effetti del riscaldamento globale si fanno sentire particolarmente qui a soli duemila chilometri dal Polo Nord. Cambiamenti nelle correnti e nella temperature delle acque circostanti hanno sancito un’erosione della superficie dai ritmi galoppanti, quasi 20 metri all’anno nell’ultimo lustro. Di questo passo i siti archeologici appena ritrovati rischiano di finire in acqua. E se il ghiaccio nasconde ma conserva, l’acqua distrugge irrimediabilmente i reperti.

OAS_AD(‘Bottom1’); THULE – Gli studi fin qui condotti hanno permesso di osservare che i Thule di Nuvuk venivano sepolti in casse di legno o di osso di balena e spesso venivano ricoperti con pelli e pellicce. Nelle casse sono stati ritrovati alcuni utensili e delle pietre rotonde, probabilmente d’uso ornamentale durante il rito funebre. Dagli utensili gli studiosi contano di ottenere informazioni preziose per ricostruire la storia delle popolazioni artiche. La datazione dei reperti riemersi dai ghiacci non è ancora stata effettuata ma si presume che si possa trattare di una comunità insediatasi nella zona di Nuvuk mille anni fa. Nuvuk è stata abitata fino agli inizi del secolo scorso, quando i pochi uomini sopravvissuti l’hanno abbandonata trasferendosi nella vicina Barrow.

Gabriele De Palma

Fonte: Corriere.it

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