L’eco-arcipelago che produce energia

isolab1.jpgLONDRA — Il progetto si chiama Energy Island e gli architetti e ingegneri inglesi che lo hanno elaborato sono convinti di aver scoperto il segreto dell’isola del tesoro energetico. Il principio base è lo sfruttamento dell’Otec, l’Ocean thermal energy conversion: si ricava energia dalla differenza di temperatura tra la superficie del mare e l’acqua a una profondità di mille metri. Uno sbalzo che ai Tropici va dai 29 ai 5 gradi.«Pensate a un frigorifero al contrario, in cui la differenza di temperatura crea elettricità», spiegano Dominic e Alex Michaels. L’architetto Alex Michaels a Londra è noto per aver attrezzato con una turbina a vento, pannelli solari e sistema di riciclaggio dell’acqua la casa di Notting Hill del leader conservatore David Cameron. Ma questo piano è molto più ambizioso. Si tratta di costruire arcipelaghi di piattaforme marine lungo la fascia tropicale per produrre energia sfruttando la corrente di acqua calda che corre dai Caraibi fino alle coste dell’Africa occidentale e poi dall’Oceano Indiano fino al Mare del Sud della Cina. La zona tropicale è quella ideale per differenza di temperatura tra profondità e superficie.

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Ogni isolotto, equipaggiato con centrali eoliche, fornaci solari, tubature di profondità, turbine e tecnologia Otec potrebbe fornire 250 megawatt. Con 50 mila Energy Islands si produrrebbe energia sufficiente a coprire il fabbisogno del mondo. E l’acqua dolce, sottoprodotto del procedimento, sarebbe tanta da garantire a ogni abitante della Terra due tonnellate al giorno. Ognuna delle colonie energetiche sarebbe completata con case e terreni agricoli per 25 tecnici. Secondo l’architetto Michaels l’organizzazione degli arcipelaghi dovrebbe ricalcare quella delle piattaforme petrolifere, dotando ogni isola di una base d’attracco per supertanker che caricherebbero l’acqua potabilizzata per distribuirla dove ce n’è bisogno. E in futuro, in questi paradisi ecologici, potrebbero essere portati i turisti.

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Un progetto di colonizzazione oceanica troppo grande per l’uomo? Recentemente il principe di Galles ha chiesto a scienziati e politici di riscoprire per la battaglia energetica e contro il cambiamento climatico lo spirito che permise di vincere la Battaglia d’Inghilterra contro i nazisti. L’ingegner Dominic Michaels senior ha preso l’appello alla lettera: «Se consideriamo che siamo in guerra per trovare nuove fonti di energia pulita, che il barile di petrolio ha sfondato il tetto dei 100 dollari e le risorse fossili si stanno esaurendo, uno sforzo da economia bellica non è fuori luogo».

I primi finanziamenti potrebbero arrivare da Richard Branson, il miliardario della Virgin che ha lanciato un concorso per un progetto innovativo che permetta di invertire la tendenza del riscaldamento terrestre. «Per secoli abbiamo cercato di dominare la natura, ora la nostra ultima speranza è lavorare con le forze della natura», dicono i Michaels. In attesa di «sbarcare» sull’Isola dell’Energia, il governo di Gordon Brown ha approvato il rilancio del nucleare: 8 centrali di nuova generazione saranno costruite entro vent’anni.

Guido Santevecchi

Fonte: Corriere.it

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