TSUNAMI: MEDITERRANEO; INGV, IN 2 MINUTI STIMA PERICOLO

ROMA, 18 GEN – Un eventuale tsunami si puo’ stimare nel giro di due minuti. E’ questo infatti il tempo necessario, utilizzando i dati sismici disponibili in tempo reale e le tecniche standard di analisi, per stimare la magnitudo, la localizzazione e la profondita’ della sorgente di un terremoto, anche nel Mediterraneo. Dopo 12 minuti poi arrivano i risultati definitivi che comprendono anche il tipo di faglia che lo ha generato. Questo quanto dimostrato da Marco Olivieri e Laura Scognamiglio, due ricercatori dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) che lavorano al progetto Neamtws per il monitoraggio degli eventi che possono generare maremoti, pubblicato sull’ultimo numero del Geophysical Research Letter. I due esperti, riferisce l’Ingv, hanno utilizzato un terremoto di magnitudo 6.1 che si e’ verificato il 12 febbraio 2007, quasi in coincidenza dell’epicentro del grande terremoto di Lisbona del 1755, come caso studio per verificare la capacita’ di valutazione e allerta rapida. Il sisma oggetto di studio e’ quello di Horseshoe, nell’Oceano Atlantico, una piana abissale a est di Tangeri. Come si genera uno tsunami? Un terremoto, spiega l’Ingv, per generare uno tsunami deve provocare un forte scuotimento sul fondo del mare, quindi deve essere localizzato in mare, essere superficiale e di forte magnitudo (maggiore di 6.5). Nel Mediterraneo un’onda di maremoto impiega una percorrenza media di circa 200 metri al secondo, che secondo gli esperti dell’Istituto equivale ad un tempo a disposizione prima che uno tsunami investa le coste lontane nel bacino del Mare Nostrum da qualche decina di minuti ad oltre un’ ora. Il progetto Neamtws fissa quindi un punto di riferimento per capire in quanto tempo la comunita’ sismologica e’ in grado di comunicare alle autorita’ un eventuale rischio tsunami. A che punto e’ lo sviluppo del progetto? Attualmente non e’ stato finanziato da nessuna istituzione nazionale o internazionale e gli studiosi sono nella fase di preparazione del progetto in cui l’Ioc (Intergovernment oceanographic commission) dell’Unesco si e’ fatta carico di promuovere il Neamtws, sia a livello politico che scientifico. Gli Stati interessati dal rischio tsunami, riferisce l’Ingv, stanno discutendo la suddivisione di ruoli e responsabilita’.

Fonte: Ansa

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