Wwf, le grandi catene blocchino la vendita del tonno rosso

«Tonno rosso mediterraneo vicino al collasso». Il Wwf chiede alle principali catene di distribuzione del prodotto «di bloccarne la vendita fino a quando la popolazione di questa specie non si sia ristabilita. Questa scelta – spiega il Wwf in una nota -, ritenuta strategica dall’associazione per la salvezza della specie, è già stata fatta da distributori importanti come Carrefour-Italia e COOP in Italia, ma anche Auchan in Francia, COOP in Svizzera e ICA in Norvegia, una decisione coraggiosa che merita di essere seguita».
L’appello del Wwf viene lanciato in occasione del Seafood Summit 2008 di Barcellona – la fiera internazionale che dal 27 al 30 gennaio riunisce i rappresentanti della pesca, dell’acquacoltura, del commercio, del mondo ambientalista e della ricerca scientifica.
«Con questa scelta la grande distribuzione si assume le proprie responsabilità, riconoscendo che in assenza di provvedimenti seri, immediati e concreti la disponibilità di tonno per le nostre tavole non sarà eterna – sottolinea il Wwf -. Il tonno rosso del Mediterraneo ha subito in questi ultimi decenni una pesca eccessiva per inseguire la corsa mondiale alla vendita di sushi; prelibatezza culinaria giapponese, un tempo elitaria e di limitata distribuzione, ma che il mercato globale ha trasformato in un fastfood. Fenomeno che ha generato anche la diffusione di sostanze tossiche derivanti dall’inquinamento e bioaccumulate nei tessuti di questi grandi pesci».
«Lo stop alle vendite di tonno rosso da parte delle grandi catene può aiutare concretamente questa specie a riprendersi dagli effetti di una pesca eccessiva, spesso illegale», aggiunge il Wwf. Lo scorso novembre, al meeting internazionale dell’ICCAT (la Commissione Internazionale per la Conservazione della pesca del Tonno dell’Atlantico e del Mediterraneo), il Wwf aveva chiesto agli Stati partecipanti – tra cui l’Italia – «di concordare ed approvare una moratoria che impedisse la pesca del tonno rosso per almeno tre anni. Questa proposta è stata ignorata a vantaggio di interessi economici a breve termine e a discapito di un approccio lungimirante».
Il Wwf aveva – tra l’altro – segnalato che «durante la stagione di pesca al tonno rosso erano stati utilizzati mezzi illegali, come ad esempio gli aerei per avvistare i banchi in mare aperto. Altro capitolo triste è quello della registrazione delle catture: nella scorsa stagione la loro gestione è stata pessima».
Secondo il Wwf «le autorità spagnole hanno dichiarato solo un terzo dell’ammontare reale delle catture eseguite dalle imbarcazioni iberiche. Italia e Francia non si posizionano meglio, come dimostra il richiamo della comunità europea sulla scarsa chiarezza dei dati ufficiali di cattura».

Fonte: LaStampa

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