Balene, tutto da rifare: la caccia è ripresa

Sono demoralizzanti le notizie che arrivano dalla nave australiana Oceanic Viking. Da questi emerge che non solo la caccia alle balene è ripresa, ma la flotta baleniera della Fisheries Agency of Japan ha ucciso come minimo cinque esemplari nel Santuario dell’Oceano Antartico. Per quattordici giorni la nave di Greenpeace Esperanza aveva tenuto la nave macelleria della flotta baleniera, la Nisshin Maru, a oltre 4300 miglia nautiche di distanza. Senza la nave macelleria, le rimanenti navi cacciatrici non potevano agire. L’Esperanza aveva fatto in modo che l’intero programma di caccia si fermasse. Le baleniere hanno in programma di cacciare circa 1000 balene. Durante le due settimane che Greenpeace ha passato con la flotta sono state salvate più di cento balene. La scorsa settimana l’Esperanza, per aver esaurito tutta la scorta di carburante, è rientrata in porto. Una grande vittoria per Greenpeace, oltre al salvataggio delle cento balene, è stata la copertura mediatica grazie alla quale la discussione pubblica sulla questione delle balene ha raggiunto un livello senza precedenti in Giappone. Il primo ministro Fukuda, è stato obbligato a discutere la questione della caccia alle balene in Parlamento. Ancora una volta, i contribuenti giapponesi devono chiedersi perché stanno finanziando questa scandalosa operazione di falsa ricerca che non fornisce realmente risultati scientifici, ma produce carne di balena che nessuno vuole mangiare, e mette il loro paese in una situazione imbarazzante a livello internazionale. La campagna ora si sta espandendo dagli alti mari del Giappone a tutto il mondo, grazie alla cyberazione internazionale “Chiedi alla Canon uno scatto. Per salvare le balene.” La Canon è la più grande azienda di fotocamere digitali al mondo e sostiene progetti per la salvaguardia delle specie a rischio. Tuttavia ha deciso di non firmare una dichiarazione aperta contro la ricerca letale sulle balene. Questa settimana, 42mila possessori di camere digitali hanno risposto all’appello di Greenpeace inviando e-mail a Fujio Mitarai, direttore generale di Canon in Giappone per invitarlo a denunciare la caccia alle balene. Fujio Mitarai è a capo anche dell’influente Nippon Keidanren (Federazione Giapponese di Business). Secondo Greenpeace è infatti necessario agire in modo diretto salvando le balene ma anche fare pressione sui poteri forti come la politica e l’economia giapponesi coinvolgendo e sensibilizzando l’opinione pubblica internazionale. Link alla cyberazione: http://www.greenpeace.it/community/index.php?id_action=16

Fonte: LaStampa

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