Caccia alle balene, nuova sfida in mare

focus.jpgSYDNEY (Australia) – Le baleniere giapponesi hanno il campo libero e possono tranquillamente procedere con la loro caccia «a scopo scientifico». Le flotte di Greenpeace e di Sea Shepherd, che nelle ultime settimane hanno cercato di contrastarle in mare aperto, hanno dovuto fare ritorno a Melbourne per i rifornimenti, dopo essere rimaste senza carburante. Ma mentre Greenpeace sembra orientata a desistere, per quest’anno, dal promuovere ulteriori azioni di contrasto, Sea Shepherd annuncia di essere pronta a tornare alla carica.

PAUSA TECNICA – Secondo quanto hanno annunciato gli ambientalisti, negli ultimi giorni i giapponesi sarebbero riusciti ad uccidere almeno cinque esemplari di balena. L’obiettivo di Paul Watson, comandante della nave di Sea Shepherd, è ora di procedere in tempi rapidi, non più di una settimana, con i rifornimenti e con alcune necessarie riparazioni all’imbarcazione per poter tornare nel cuore dell’Oceano meridionale a sfidare la flotta nipponica.

INSEGUIMENTI E ABBORDAGGI – La nave di Sea Shepherd è stata accolta da una folla rumorosa di sostenitori. Due degli attivisti dell’associazione erano riusciti ad abbordare una nave arpionatrice il mese scorso, suscitando accuse giapponesi di «terrorismo» e di «pirateria». «Il metodo di gran lunga più efficace è di continuare ad inseguire la flotta. Non possono fare nulla mentre noi li inseguiamo e li ostacoliamo», ha detto Watson. I due attivisti, l’australiano Benjamin Potts e il britannico Giles Lane, erano stati detenuti dai giapponesi per tre giorni e la caccia era stata sospesa, e sono stati poi consegnati ad una nave australiana di pattuglia, che seguiva la flotta giapponese per documentare la caccia, per un eventuale ricorso a tribunali internazionali. La polizia federale australiana intende interrogare Watson e di due attivisti, per verificare se siano state violate del diritto internazionale della navigazione.

AZIONE DIPLOMATICA – Il ministro degli Esteri australiano Stephen Smith ha incontrato venerdì scorso a Tokyo il premier giapponese Yasuo Fukuda, a cui ha confermato l’opposizione australiana alla cosiddetta caccia scientifica nel santuario delle balene. I due hanno «concordato di essere in disaccordo» sull’argomento, senza che ciò debba interfere con le buone relazioni fra i due paesi.

Fonte: Corriere.it

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