Verso il completamento di Antares, il telescopio sottomarino a caccia di neutrini

2311.jpgCatania Antares il telescopio sottomarino per lo studio dei neutrini di alta energia di origine cosmica è quasi completo. Sono ormai attive 10 delle 12 torri mobili sottomarine previste.
I dati raccolti hanno già consentito di osservare le particelle prodotte dall’interazione dei neutrini, i muoni, ad una frequenza di circa 6 al giorno.
L’entrata in funzione a pieno regime è prevista per la prossima primavera. 
La lunga e delicata operazione subacquea si è svolta con l’appoggio della nave oceanografica “Pourquoi pas?” attrezzata con il veicolo sottomarino teleguidato (ROV) “Victor”.
Antares è il più grande telescopio sottomarino attualmente in funzione e l’unico grande esperimento di neutrino-astronomia realizzato a grandi profondità nell’emisfero boreale (un esperimento analogo è in funzione sotto i ghiacci del polo sud). Antares è installato al largo di Tolone, in Francia, alla profondità di 2500 metri.
Questo grande “occhio elettronico” studia fenomeni che accadono in zone remote dell’Universo attraverso l’osservazione di neutrini di alta energia che, dopo aver attraversato la Terra, “sbucano” dal fondale marino per continuare la loro corsa. In particolare il telescopio ci darà importanti informazioni su fenomeni lontanissimi quali Galassie con Nuclei Attivi, Quasars e Lampi di raggi gamma che gli scienziati ritengono essere all’origine dei neutrini di alta energia.
È proprio negli abissi che Antares con i suoi 750 fotomoltiplicatori (rivelatori per neutrini) puntati verso il basso “cattura” i piccoli lampi causati da particelle generate dall’impatto dei neutrini con l’acqua (i muoni). I dati vengono poi inviati alla stazione di controllo attraverso un cavo elettro-ottico. Con l’installazione delle ultime due torri mobili, prevista per la prossima primavera, il numero totale dei fotomoltiplicatori passerà da 750 a 900.
L’esperimento, a cui l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ha contribuito in modo sostanziale, è frutto di un’ampia collaborazione internazionale, che comprende oltre all’Italia, la Francia, Germania, Olanda, Spagna, Romania e Russia. Per l’Italia partecipano all’impresa le Sezioni INFN e i Dipartimenti di Fisica di Bari, Bologna, Catania, Genova, Pisa, Roma-1 oltre ai Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN (Catania).
L’INFN è impegnato anche in un’altra ambiziosa iniziativa simile ad Antares: l’esperimento Nemo. Si tratta di un prototipo di osservatorio sottomarino per neutrini in corso di installazione ad una profondità di circa 3500 metri, al largo delle coste Siciliane.
I gruppi europei attualmente impegnati in ANTARES, in NEMO ed in altre iniziative analoghe, hanno di recente costituito un consorzio (Km3Net) per lo sviluppo di un progetto comune di un rivelatore sottomarino di grandi dimensioni che è fortemente supportato e finanziato anche dall’Unione Europea.

Fonte: NewsItaliaPress

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