ENPA: Non comprate bianchetti

Il mare si sta sempre di più spopolando ma il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali apre domani la pesca del novellame (bianchetti) in Liguria, mentre nelle pescherie della Riviera sono già comparsi, grazie alla pesca già aperta nel privilegiato sud.
E la protezione animali savonese accetta scommesse: “Scommettiamo che ad aprile verrà concessa la proroga (che le leggi consentono solo per situazioni particolari ma divenuta una consuetudine) di un altro mese?”
Eppure da anni tutti gli organismi scientifici internazionali (FAO,  WORLDWATCH INSTITUTE e COMMISSIONE TECNICA UE) avvertono: il pescato continua a diminuire, con animali catturati sempre più giovani e la riduzione del 75% degli stock di pesca delle 550 specie pescate, stanno scomparendo specie un tempo abbondanti, come il salmone, il tonno rosso mediterraneo, l’acciuga dell’Atlantico e quella peruviana, tutti gli squali, l’anguilla, lo storione e la cieca catturata per l’acquacoltura, addirittura è in riduzione l’ex comune polpo, si continuano a “sprecare” 3 animali ogni 10, non utilizzati commercialmente e ributtati in mare ormai morti (by-catch),  le reti da pesca, perdute o abbandonate, continuano a uccidere per anni,mentre  tutte le marinerie del mondo si oppongono a qualsiasi ipotesi di restrizione della loro attività. E’ in questo contesto tragico che il MIPAF ha l’ardire di autorizzare la pesca di animaletti di pochi grammi, che non diverranno mai adulti di centinaia di grammi e non parteciperanno alla catena biologica marina.
L’ENPA savonese lancia un appello: chi ama davvero il mare, anche contro la rapacità dei pescatori e la sottomissione dei politici, non compri bianchetti.
Per fortuna gli uomini della CAPITANERIA di PORTO di SAVONA attuano una vigilanza meravigliosa e l’ENPA non finirà di ringraziarli; invece le Guardie zoofile volontarie  dell’associazione, perseguitate – malgrado le intimidazioni, le minacce ed i danni subiti –  dal diniego del porto d’armi della PREFETTURA, che impedisce loro di svolgere servizi in settori pericolosi (come il bracconaggio ed i combattimenti tra cani), non possono irrogare sanzioni perché, tipico assurdo della burocrazia italiana, sono in attesa da anni dell’assegnazione, dal Ministero, di un codice alfanumerico da inserire nel verbali.

Fonte: Ponente Notizie

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