Socievole è meglio

Competizione per le risorse e lotta per la sopravvivenza? Non sempre è il modo giusto di affrontare le difficoltà su questo pianeta. Lo dimostrano alcuni organismi marini che si organizzano in gruppi sociali per cooperare a beneficio di tutti. Lo studio, nato da una collaborazione tra microbiologi e biologi computazionali del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Massachusetts Institute of Technology, è stato pubblicato sull’ultimo numero di Science. Martin Polz e Eric Alm evidenziano come questo sia il primo metodo scientifico per differenziare accuratamente per nicchia ecologica e “professione” ampi gruppi di microbi nell’oceano. Una ricerca che potrebbe rivelarsi davvero importante, dal momento che i microrganismi guidano la totalità delle reazioni chimiche di base che avvengono negli oceani.
La maggiore difficoltà nel classificare questi organismi dipende dal fatto che non possono essere studiati “macroscopicamente” come si fa con animali più grandi, né in coltivazioni di laboratorio, perché, in assenza del contorno ecologico naturale, si modifica il loro modo di vivere e organizzarsi in gruppi. Quindi l’unico modo per studiare i batteri marini è di farlo nella loro habitat, un’impresa, però, molto complessa.
I ricercatori hanno semplificato il problema dividendo i numerosi batteri in popolazioni in base all’analisi genica e ai diversi habitat naturali. L’ausilio dell’informatica è stato fondamentale in quanto da appena otto litri d’acqua sono stati isolati mille differenti ceppi di batteri. Scegliendo i geni giusti da usare come traccianti e incrociando le informazioni con quelle sull’habitat preferito, è stato possibile individuare 25 gruppi. Queste colonie interagiscono tra di loro dividendosi i compiti, e traggono reciproco vantaggio delle differenti abilità. Se da una parte questo semplifica il metodo di classificazione, dall’altra fa emergere nuove e inaspettate differenze rispetto alla sistematica tradizionale, che risulta meno precisa: basti pensare che dei 25 gruppi individuati ben 17 risultano attualmente classificati sotto una sola specie. (m.f.)

Fonte: Galileo

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