Corto Maltese

agosto 17, 2007

corto02.gifSo già a priori che qualcuno storcerà il naso nel sentirmi parlare di un fumetto come di un’ opera d’arte. Eppure, come spesso si dimentica, quest’ultima si evolve. Prende strade differenti da quelle canoniche di tela, pennello o marmo. Perché sono proprio i tempi a cambiare, e l’arte, deve trovare nuove forme per cogliere appieno l’epoca che attraversiamo.
Nello scrivere di Pratt, non riesco a non considerarlo un’artista a pieno titolo. Coi suoi acquerelli ,illustrazioni e fumetti è riuscito a dare una forma visiva alla poesia. Ne ha colto la leggerezza e l’ha fermata in punta di pennello.
Le sue storie ci hanno fatto sgranare gli occhi senza l’ausilio di trovate mirabolanti come mutazioni genetiche o raggi laser. Hanno scavato nella nostra natura di sognatori con gli strumenti che, di generazione in generazione, son rimasti tali: il mare, il viaggio, l’avventura e soprattutto i sogni.
Corto Maltese è il rappresentante di tutto ciò. Le sue storie puoi respirarle, assaporarle. Riuscire a sentire il rumore del mare e il chiassoso mormorio dei gabbiani in cerca di qualche acciuga di straforo!
Il bel marinaio, figlio di una gitana, la bellissima Nina de Gibraltar e di un marinaio della Cornovaglia, nasce dalla matita di Hugo nel 1967. Quarant’anni e neppure li dimostra. Il suo fascino è rimasto immutato.
E’ il giramondo che ognuno sogna di essere senza farne troppo mistero. L’uomo artefice del proprio destino. Nato senza la linea della fortuna, è convinto di poter decidere il proprio fato incidendosela con un rasoio sul palmo della mano. Con buona pace della madre, tanto preoccupata per questa mancanza. Le gitane si sa, sono superstiziose…
Corto è il cosmopolita per eccellenza. Non appartiene a nessuna bandiera: è fedele solo a se stesso. Sotto sotto, lo saprai sempre da quell’orecchino messo a sinistra. Certo, potrebbe essere il frutto di una tradizione della marina mercantile. Però, qualcuno vocifera che sia anche un simbolo anarchico. Dopotutto, avere una risposta, non credo che ci cambierebbe l’opinione che abbiamo di lui!
mu06.jpgE’ figlio del mondo. Ogni luogo è da vivere, assimilare. Imparare a conoscere e rispettare.
Quel sorriso malandrino ruba il cuore alle fanciulle. A noi piccole “Pandora” che saremmo pronte a mandare al diavolo ogni principe azzurro per uno come lui. Quel sorriso lo seguiremmo fin in capo al mondo!
Dotato di una flemma di stampo britannico, dovuta sicuramente al sangue del padre, in un mondo che si prende troppo sul serio, lui, riesce a prendersi in giro con garbata ironia. Perché sa che è l’unica arma contro i palloni gonfiati da tutto: troppa ricchezza, autorità o saccenza. L’unica arma contro la sorte avversa che, per fortuna, non si è mai accanita col nostro eroe.
Passa da uno stato all’altro intrecciando rapporti con chiunque, senza distinzioni di classi sociali o razze. Istintivamente è dalla parte dei più deboli, dalla parte dei giusti. Però salva la vita perfino a quel gran farabutto di Rasputin. Perché? Non si sa. Forse perché glielo deve o magari è giusto farlo. Come “diceva lui”:
“Forse sono il re degli imbecilli, l’ultimo rappresentante di una dinastia completamente estinta che credeva nella generosità e nell’eroismo…”

Non si può parlare di un semplice fumetto. Pratt è un “fumettaro”, come egli stesso amava definirsi, di un’altra specie, maestro indiscusso del fumetto moderno. Splendide le sue riduzioni di capolavori come “L’isola del tesoro”.
Porta la letteratura nei disegni. Nelle sue storie ci trovi Conrad, Melville, Yeats, Shakespeare. Eppure, a ispirarlo maggiormente, per la nascita di Corto, fu uno scrittore oggi dimenticato: Henry De Vere-Stacpoole, autore di Laguna Blu , da cui han tratto un film che non è proprio degno di nota.
“La letteratura disegnata”. Così la chiamava. Gli piace mescolare fatti storici e letteratura. Miti e leggende. Perfino Oberon e allegra brigata lo scelgono per aiutarli.
Provate a sfogliarne i fumetti: linee pulite ed essenziali che si fondono insieme alle parole. Sono proprio loro il nodo portante delle storie.
Talvolta non comprendi se ad incantarti sia la storia, o il disegno.
Corto debutta nel 1967, nel fumetto a puntate “Una ballata del mare salato”, nella rivista “Sgt. Kirk”, aperta da Pratt e Florenzo Ivaldi e da quel momento non ha mai smesso di incantarci. Il bel marinaio, rappresenta una pietra miliare nella storia del fumetto italiano.
Il nostro eroe, con qualche macchia sul groppone, è un vanto e lustro per noi italiani, che, ogni giorno, diventiamo più esterofili, ahimè.
Non si sà che fine abbia fatto, se Pandora abbia realmente abbandonato il marito per fuggire da lui, se si dondoli ancora pigramente sull’amaca, recitando per noi spettatori invisibili, o sia morto. Forse più semplicemente, come dichiarò lo stesso Pratt:
“Corto Maltese non morirà…” – “…Corto Maltese se ne andrà perché in un mondo dove tutto è elettronica, è calcolato, tutto è industrializzato, non c’è posto per un tipo come lui.”

Ultimamente sono stati realizzati dei cortometraggi animati tratti dai fumetti di Corto. Se non erro, frutto di una collaborazione italo-francese. Sono lieta che Hugo non abbia potuto vederli.
Manca la poesia, perno portante di quell’universo. Manca la leggerezza e l’essenzialità mar16.jpgdelle sue linee. Quella che cercò di raggiungere a partire dal 1974.
“Vorrei arrivare a dire tutto con una linea”, ripeteva.
Trovi semplicemente un bel giovanotto col bavero rialzato del suo pastrano. Lo guardi e senti che non è lui. È un attore chiamato ad interpretare una storia non sua che non appartiene ai nostri sogni.
Il più bell’omaggio fattogli nel corso di questi anni è una canzone, scritta da Gino Paoli e interpretata superbamente da Ornella Vanoni: “Sogni”.
Sia come testo, che sonorità, riesce a racchiudere pienamente quelli che sono stati il mondo e i “sogni” di Hugo.

©G.d.M.

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