Gente di mare

dicembre 12, 2007

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A noi che siamo gente di pianura,
navigatori esperti di citta’,
il mare ci fa sempre un po’ paura
per quell’idea di troppa liberta’.
Eppure abbiamo il sale nei capelli,
del mare abbiamo le profondita’,
e donne infreddolite negli scialli
che aspettano che cosa non si sa.

Gente di mare
che se ne va
dove gli pare
dove non sa.
Gente che muore
di nostalgia
ma quando torna
dopo un giorno muore
per la voglia di andare via.

E quando ci fermiamo sulla riva,
lo sguardo all’orizzonte se ne va
portandoci i pensieri alla deriva,
per quell’idea di troppa liberta’.

Gente di mare
che se ne va
dove gli pare
dove non sa.
Gente corsara che non c’e’ piu’
gente lontana che porta nel cuore
questo grande fratello blu.

Al di la’ del mare
c’e’ qualcuno che
c’e’ qualcuno che non sa
niente di te.
Gente di mare
che se ne va
dove gli pare
dove non sa.

Noi prigionieri in questa citta’
viviamo sempre di oggi e di ieri
inchiodati dalla realta’…
e la gente di mare va.

Gente di mare
che se ne va
dove gli pare
dove non sa.

Noi prigionieri in questa citta’
viviamo sempre di oggi e di ieri
inchiodati dalla realta’…
e la gente di mare va…

U.Tozzi, Raf


La sua presenza

dicembre 12, 2007

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La grande presenza a Commonweal era l’oceano. Se ne sentiva la vastità anche non vedendolo. Se ne sentiva il respiro anche a non ascoltare coscientemente, al di là di tutti gli altri rumori, il suo ansimare profondo portato dal vento che soffiava in continuazione. Giorno e notte, notte e giorno. L’oceano c’era sempre e forse era lui il grande maestro di Commonweal.
Lui era la medicina che tutti eravamo venuti a cercare.

Tiziano Terzani, “Un altro giro di giostra”
Immagine tratta dal sito “Allposter


Il profumo del mare

dicembre 7, 2007

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Nelle sere di ottobrte ci ritroveremo
avvolti nel profumo del mare,
a parlare ancora di questa vita,
alle sue promesse mai mantenute,
e ad asciugare queste lacrime,
e forse amico, capirai,
che ho ancora bisogno di te,
ancora, bisogno di te,
e penso alle riserve indiane,
agli accampamenti degli zingari,
lontano dalle loro radici,
si specchiano in antichi racconti,
che hanno ancora il profumo del mare,
ancora, il profumo del mare,
e se domani e se domani,
il Sole sarà nel cielo,
lo guarderò, oh si, lo guarderò,
e se domani e se domani,
ci ritroveremo insieme a cantare,
quelle melodie che hanno
il profumo del mare, il profumo del mare.
Nelle sere d’ottobre ci ritroveremo,
avvolti nel profumo del mare,
a parlare ancora di questa vita,
alle sue promesse mai mantenute,
e forse amico, capirai,
che ho ancora bisogno di te,
e penso a te, mio piccolo amore,
alla dolcezza del tuo sorriso,
ed al mattino che ci risveglia,
per te dipingerà un arcobaleno,
che avrà i colori, ed il profumo del mare,
i colori, ed il profumo del mare…
e se domani e se domani,
il Sole sarà nel cielo,
lo guarderò, oh si, lo guarderò,
e se domani e se domani,
ci ritroveremo insieme a cantare,
quelle melodie che hanno
il profumo del mare, il profumo del mare.

Nomadi
Disegno: Hugo Pratt, Corto Maltese, “Una ballata del mare salato”


Il sorriso di Atlantide

novembre 26, 2007

Questo pensiero d’improvviso mi scuote
e annienta ogni pudore ed ogni difesa.
Avevo soffocato quella stupida attitudine
ai voli pindarici ed alle struggenti eroiche attese
e sopravviverò a questa mancanza di ossigeno,
malgrado le insidiose correnti arriverò…
In fondo agli abissi, tra antichi splendori,
di un mondo sommerso da migliaia di anni,
stupidamente ho temuto l’immensa e spietata
bellezza della profondità dei tuoi occhi.
Questo pensiero rende soave il risveglio,
scomodando il torpore, la consueta pigrizia,
rivivono fragranze estinte e tramonti d’incanto.
Le grandi speranze, travolte dall’ira di oceani in tempesta,
avvolta da una prodigiosa atmosfera, Atlantide
sorride intatta e volge un sguardo amichevole.
In fondo agli abissi antichi splendori
di un mondo sommerso da migliaia di anni ,
stupidamente ho temuto l’immensa e spietata bellezza
della profondità dei tuoi occhi…

Carmen Consoli


Regno d’acqua

ottobre 20, 2007

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Sabbia d’oro tra i capelli,
acqua seta tra i coralli,
alghe intorno alle caviglie,
piu’ preziose delle perle.

Naturale paradiso
si rifrange sul mio viso,
fra gli scogli e le conchiglie,
acqua mia seconda pelle

Il mio nome appartiene al mare
e del mare la mia vita è…

Di una barca i suoi frammenti
son memorie galleggianti,
riportate fino a riva
epitaffio di una storia.

Ecco un gruppo di gabbiani,
guarda e ride degli umani,
mentre nutro i miei neuroni
di calore e di colori.

Il mio nome appartiene al mare
e del mare la mia vita è…

Qui tra i ricci e le meduse,
e creature misteriose,
io divento una sirena
coda azzurra e chioma scura .

Superfici iridescenti
i tuoi occhi son diamanti,
un tesoro degli abissi
li’ lo vidi e li’ mi persi.

Il mio nome appartiene al mare
e del mare la mia vita è…

Meg

dipinto di Umberto Perotto


La Sirenetta

ottobre 2, 2007

Ti voglio narrare una storia che parla del grande oceano blu e di una sirena bellissima avvolta in grande mistero laggiù…

locandina.jpgInizia con questa canzone uno dei più bei lungometraggi d’animazione prodotti dalla Disney, nel lontano 1989, con la regia di Ron Clements e John Musker.
Liberamente ispirato alla fiaba di H. C. Andersen, narra dell’ amore di Ariel, figlia minore di Re Tritone,  per il pricipe Eric, un essere umano da lei salvato dopo il naufragio dellac0119.jpg propria nave. Da quel giorno, la splendida voce della fanciulla era entrata nel suo cuore. Il giovane aveva giurato a se stesso che avrebbe fatto qualunque cosa per ritrovarla.
Amore osteggiato dal padre, che, dopo averlo scoperto dalla confessione involontaria di Sebastian, ribadisce alla figlia che i contatti tra creature del mare ed uomini sono severamente vietati e la punisce distruggendole la preziosa collezione di oggetti degli umani.
Disperata, pur di coronare il suo sogno d’amore non esita a rivolgersi ad Ursula, la perfida 7ursula2.jpgstrega del mare, bandita dal regno, che medita di appropriarsi del potere di Tritone, ed in Ariel vede la possibilità di concretizzare i suoi piani.
In cambio delle gambe dovrà rinunciare alla sua splendida voce, cosa che l’avrebbe fatta riconoscere immendiatamente dal principe. Ed entro tre giorni dovrà farsi baciare da Eric, altrimenti diverrà di sua proprietà. La ragazza accetta e firma la pergamena.
Nell’avventura sulla terra verrà accompagnata dal granchio Sebastian, che finito per caso nelle cucine del palazzo, ci regala una delle scene più esilaranti del film: il cuoco di corte vuole trasformarlo in un succulento manicaretto!
c0105.jpgComplice una romantica canzone, intonata da Sebastian e dagli animali della laguna, la sirenetta riesce quasi a farsi baciare. Ma Flotsam e Jetsam, le perfide murene della strega rovesciano la barca dei due…
Ursula, preoccupata che vadano in fumo i suoi piani, decide di assumere le sembianze di una splendida fanciulla, Vanessa, stregare il principe e farsi sposare, al fine di scongiurare il peggio.
Scuttle, l’amico gabbiano, scopre l’identità di Vanessa mentre questa si specchia, e corre ad avvisarla.
c0642.jpgAiutata dai suoi inseparabili amici, raggiunge la nave nunziale su cui sono partiti.
In un parapiglia generale di animali marini e ucceli, che cercano di non far celebrare le nozze, la collana al collo di Ursula si rompe e la voce ritorna alla sua legittima proprietaria, infrangendo l’incantesimo. Finalmente Eric ed Ariel possono abbracciarsi, ma ormai il sole è al tramonto e il sospirato bacio non c’è stato. La strega trascina la Ariel, ritornata sirena, con sè in fondo al mare.
Eric, dopo aver ritrovato la sua amata non è intenzionato a perderla una seconda volta. Dopo un estenuante lotta, alla fine, sarà proprio lui ad uccidere Ursula e far tornare c0378.jpgl’armonia in fondo al mare.
Tritone, resosi conto del grande sentimento che lega i due, dona nuovamente alla figlia l’aspetto umano. In questo modo possono coronare il loro amore sposandosi. In un tripudio di sirene, tritoni ed uomini.
Il cartoon segna il rilancio a livello mondiale della Disney, e rappresenta una svolta. Innanzitutto, seppur in modo edulcorato, vengono introdotte tematiche “sociali”, come lo scontro generazionale genitori-figli. La protagonista, come nei precedenti cartoon, non è una principessa remissiva in attesa di essere salvata dal principe azzurro, ma una “normale” adolescente ribelle che si scontra col padre e vuole essere “padrona” della sua vita.
Esteticamente, i suoi tratti sono più sensuali delle precedenti candide principesse disneyane. Infatti, il cartoon, pur proponendosi ad un pubblico di bambini, strizza l’occhio agli adulti.
Punto di forza del lungometraggio è la splendida colonna sonora, premiata dall’oscar, composta da Alan Menken(musica) e Howard Ashman(testi).
Onore al merito spetta anche al personaggio di Sebastian, il granchio giamaicano c0212.jpgcompositore di corte, che al di là dei protagonisti è il personaggio più simpatico del film! Indimenticabile la canzone “In fondo al mar”, degna di Broadway, che si aggiudicò un altro oscar come “Miglior brano”.
Siamo lontani da prodotti come “Alla ricerca di Nemo”, realizzati dalla Pixar, ma credo che il cartoon, non abbia nulla da invidiare, se si pensa che quasi totalmente è stato realizzato a mano, dopo attenti studi della vita marina e degli effetti dell’acqua. Pensate a come si muovono fluidamente i capelli della sirenetta in fondo al mar. 

©G.d.M

“In fondo al mar”


Com’è profondo il mare

settembre 16, 2007

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Ci nascondiamo di notte
Per paura degli automobilisti
Degli inotipisti
Siamo i gatti neri
Siamo i pessimisti
Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Babbo, che eri un gran cacciatore
Di quaglie e di faggiani
Caccia via queste mosche
Che non mi fanno dormire
Che mi fanno arrabbiare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

E’ inutile
Non c’è più lavoro
Non c’è più decoro
Dio o chi per lui
Sta cercando di dividerci
Di farci del male
Di farci annegare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Con la forza di un ricatto
L’uomo diventò qualcuno
Resuscitò anche i morti
Spalancò prigioni
Bloccò sei treni
Con relativi vagoni
Innalzò per un attimo il povero
Ad un ruolo difficile da mantenere
Poi lo lasciò cadere
A piangere e a urlare
Solo in mezzo al mare
Com’è profondo il mare

Poi da solo l’urlo
Diventò un tamburo
E il povero come un lampo
Nel cielo sicuro
Cominciò una guerra
Per conquistare
Quello scherzo di terra
Che il suo grande cuore
Doveva coltivare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Ma la terra
Gli fu portata via
Compresa quella rimasta addosso
Fu scaraventato
In un palazzo,in un fosso
Non ricordo bene
Poi una storia di catene
Bastonate
E chirurgia sperimentale
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Intanto un mistico
Forse un’aviatore
Inventò la commozione
E rimise d’accordo tutti
I belli con i brutti
Con qualche danno per i brutti
Che si videro consegnare
Un pezzo di specchio
Così da potersi guardare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Frattanto i pesci
Dai quali discendiamo tutti
Assistettero curiosi
Al dramma collettivo
Di questo mondo
Che a loro indubbiamente
Doveva sembrar cattivo
E cominciarono a pensare
Nel loro grande mare
Com’è profondo il mare
Nel loro grande mare
Com’è profondo il mare

E’ chiaro
Che il pensiero dà fastidio
Anche se chi pensa
E’ muto come un pesce
Anzi un pesce
E come pesce è difficile da bloccare
Perchè lo protegge il mare
Com’è profondo il mare

Certo
Chi comanda
Non è disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l’oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare

Lucio Dalla