I gabbiani

dicembre 29, 2007

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Tutti i pomeriggi
si radunano i gabbiani
davanti alla stazione ferroviaria:
Lì ripensano ai loro amori.
Nel loro libro di memorie
due fiori di sandalo:
uno segna la pagina dei ponti,
l’altro quella dei suicidi.
E conservano anche una fotografia
del mendicante che, una volta, trasportava
gli scarti del mercato.
Ma il loro piccolo cuore
– lo stesso degli equiibristi –
per nulla sospira tanto
come per quella pioggia sciocca
che quasi sempre porta il vento,
che quasi sempre porta il sole.
Per nulla sospira tanto
come per l’interminabile
(nabilè, nabilà)
continuo mutare
del cielo e dei giorni.

Bernardo Atxaga
Foto: ©P.f.d

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Il mare

novembre 17, 2007

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E’ tutto ciò che avremmo voluto fare e non abbiamo fatto,
ciò che attraverso l’età, ha voluto prendere il discorso e non ha trovato le parole necessarie,
Tutto ciò che ci ha lasciati senza dirci nulla del suo segreto,
ciò che possiamo toccare e anche solcare con il ferro senza mai raggiungerlo,
ciò che è divenuto onde e ancora onde perché esso cerca se stesso senza trovarsi,
ciò che è divenuto spuma senza morire del tutto,
ciò che è divenuto scia di qualche secondo per gusto fondamentale dell’eterno,
ciò che avanza nelle profondità e non salirà mai alla superficie,
ciò che avanza sulla superficie e pavanta le profondità,
tutto ciò e molto più ancora è il mare.

Questo mare che ha tante cose da dire e le disprezza,
esso vuole se stesso sempre informulato,
o semplicemente mormorante,
come un uomo che mormora tutto solo dietro i suoi denti,
questo mare dalla superficie offerta alla nave che lo percorre,
rifiuta le sue profondità
e tuttavia
ci sono coppie di occhi, che guardano a bordo della nave,
ma essi vedono poco più degli occhi di cieco che vanno anch’essi in coppia,
poiché le piccole noie dell’uomo gli formano intorno nebbia
e solo talvolta un poeta
getta uno sguardo meno dubbioso al di là dell’impavesata,
uno sguardo che raggiunge bene o male l’orizzonte.”

Jules De Supervielle
Foto di Diego Gorla©  “Playa de Bolinia”


Er primo pescecane

ottobre 23, 2007

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Doppo ave’ fatto l’Arca
Noe’ disse a le Bestie:
– Chi s’imbarca forse se sarvera’,
ma chi nun monta si’
e no che l’aricconta.
Perche’ fra pochi giorni,
er Padreterno,
che s’e’ pentito d’ave’ fatto er monno,
scatenera’ un inferno
pe’ rimannacce a fonno.
Avremo da resta’ sei settimane
tutti sott’acqua:
e, li’, tocca a chi tocca! –
Ogni bestia tremo’.
Ma un Pescecane strillo’:
-Viva er Diluvio!-
E apri’ la bocca.

Trilussa

Disegno raffigurante il “Cladoselache


Rovina

ottobre 14, 2007

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dietro i vetri della finestra
con sferza e luci, si sentiva
la lotta della sabbia contro l’acqua

Federico Garcia Lorca

Foto © P.f.d.


La piccola barca

settembre 30, 2007

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Era così -piccola- la barca
che vacillava giù nella baia.
Era così -cortese- il mare
che l’invitava ad uscire!

Era così -ingorda- l’onda
che la succhiò dalla costa.
Non l’avrebbero mai immaginato, le vele maestose,
che la mia piccola imbarcazione s’era persa!

Emily Dickinson, 1859


Maestrale

settembre 27, 2007

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S’è rifatta la calma
nell’aria: tra gli scogli parlotta la maretta.
Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma
a pena svetta.

Una carezza disfiora
la linea del mare e la scompiglia
un attimo, soffio lieve che vi s’infrange e ancora
il cammino ripiglia

Lameggia nella chiaria
la vasta distesa, s’increspa, indi si spiana beata
e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia
vita turbata.

O mio tronco che additi,
in questa ebrietudine tarda,
ogni rinato aspetto coi germogli fioriti
sulle tue mani, guarda:

sotto l’azzurro fitto
del cielo qualche uccello di mare se ne va;
né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto:
più in là!

Eugenio Montale


Mare

settembre 5, 2007

 

M’affaccio alla finestra, e vedo il mare:
vanno le stelle, tremolano l’onde.
Vedo stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde.
Ecco sospira l’acqua, alita il vento:
sul mare è apparso un bel ponte d’argento.
Ponte gettato sui laghi sereni,
per chi dunque sei fatto e dove meni?

                                                 
Giovanni Pascoli, 1892

Dipinto di Salvador Dalì, “Person at the window”