“I marinai delle vele, dei remi e delle stelle”

gennaio 31, 2008

“Ho avuto una fortuna – conclude Maiorca – quella di aver potuto frequentare i marinai alla fine degli anni ’50, che rappresentavano la vera cultura del mare. Dicevano: “Quando il mare fa la faccia feroce, devo fare la faccia più feroce del mare. ”
Una volta un vecchio marinaio di Lampedusa, pescatore ante litteram, andava a pescare spugne a 50/60 metri di profondità. A chi gli chiedeva il perché si ostinava a pescare a simili profondità, quando avrebbe potuto tranquillamente trovare le spugne ben più facilmente, il pescatore rispose:
“L’anima dell’uomo è ben più profonda e sconosciuta del mare”.

E.Maiorca

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L’immensa distesa del mare

ottobre 29, 2007

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Tutt’e due immobili, gli occhi fissi su quell’immensa distesa d’acqua. Da non crederci. Sul serio. Da rimanere li una vita, senza capirci niente, ma continuando a guardare. Il mare davanti, un lungo fiume alle spalle, la terra, alla fine, sotto i piedi.
E loro, li, immobili. Elisewin e Padre Pluche. Come un incantesimo. Senza neanche – un pensiero in testa, un pensiero vero, solo stupore. Meraviglia. Ed è dopo minuti e minuti – un’eternità – che Elisewin, finalmente, senza staccare gli occhi dal mare, dice:
– Ma poi, a un certo punto, finisce?

“Oceano mare”, Alessandro Baricco
Dipinto di Caspar David Friedrich, “Der Monch am Meer”


Aguamala

ottobre 5, 2007

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I capelli le ondeggiano al vento.
Increspati. Annodati dal sale.

“Osserva il mare dal suo scoglio.”

Il mare non è per tutti. Potrebbero dirvelo gli uomini del porto.
Quelli che il mare lo hanno dentro sanno.
Dicono che abbia gli occhi strani. Persi in non si sà cosa.
Lei è lì.
In giorni di sole. In giorni di vento.
Ha la pelle dell’acqua, così dicono.
Liscia come seta.
Levigata.
La pelle dell’acqua.
Osserva il mare.
Silenziosamente.
In giorni di sole, in giorni di vento.
Come un fantasma.
Senza sorriso.
Gli uomini del porto dicono che è innamorata del mare.

“Non sà amare null’altro che l’acqua di mare.”

Non guardarla negli occhi.
Sono fondale da non esplorare.
Segreta memoria custodita dal mare.
Così sono i suoi occhi.

“Non guardarla negli occhi…”

Dicono che la sua pelle abbia il profumo intenso del sale.
Potrebbe stordirti se la respirassi da vicino.
Potresti non fare ritorno da quel mare.
Dalla sua pelle che profuma di sale.

“Lei non sà amare null’altro che l’acqua di mare.”

Aguamala.
Non buona.
Acqua salata che non disseta.
Non è mare da navigare.
Così dicono.

©G.d.M.

schizzo di Gustav Klimt, “Portrait of young woman”


Dentro al mare

agosto 27, 2007

“Ci sono tre tipi di uomini: quelli che vivono davanti al mare, quelli che si spingono dentro il mare, e quelli che dal mare riescono a tornare vivi. E diceva: vedrai la sorpresa quando scoprirai chi sono i più felici.(…)
E pensavo: io non mi fermerò qui. E’ dentro al mare che voglio arrivare. Perchè se c’è qualcosa che è vero, in questo mondo, è laggiù.”

Alessandro Baricco, “Oceano Mare”
Foto ©P.f.d.


E’un inganno il mare

agosto 23, 2007

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foto©Aleyakke

Il mare è un inganno. Per gli occhi, per la mente, per la pace.
Il mare è così forte che il suo infinito tremolare distante ti fa avvicinare a sentirne gli odori, a vederne mutare i colori, a distinguere le sue profondità, a esaltare il suo schiumare verso riva, scuotendosi in continuazione contro le barriere, gli scogli e far danzare con grossi colpi di frusta i gozzi rossi, con i loro cordami, intenti a ritirar le reti.
E’ un rito l’inganno che ti fa avvicinare al rombo dell’onda che vedi partire e attendi il tuono e poi  il sibilo del ritorno a prepararne un’altra.
E’ un inganno la sua bellezza mai domata, sotto il cielo gonfio che da il suo colore al mare in movimento, che preme sopra le case gialle, grigie, rosso mattone scrostate dagli schiocchi della spuma e alle finestre gerani cresciuti nel sale.
E’ un inganno l’immutevole voglia di avvicinarsi, da uno scoglio all’altro, sedersi sui talloni pronti a scappare, non riuscendo mai a misurare il tempo del trittico d’onde sempre più maestose.
E’ un inganno, e ti senti sano da una malattia infinita, inguaribilmente malinconica e vorresti viaggiargli attraverso, penetrarlo, confonderti.
E’ un inganno il suo amore, il mare non ti dà amore, ti attira con le sue sirene e non lo puoi lasciare, non ti puoi allontanare, ti chiama ogni giorno, vuole il tuo amore.
E ti restituisce la rabbia di non poterlo trattenere, fermare.

Alex


Lì finisce il mare

agosto 23, 2007

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– Ah!
– Delle ricerche scientifiche, voglio dire…
– Scientifiche.
– Si.Silenzio. La donna si strinse nel suo mantello viola.

– Conchiglie, licheni, cose del genere?
– No, onde.

Così: onde.

– Cioè… vedete li, dove l’acqua arriva… sale sulla spiaggia poi si ferma… ecco, proprio quel punto, dove si ferma… dura proprio solo un attimo, guardate, ecco, ad esempio, lì… vedete che dura solo un attimo, poi sparisce, ma se uno riuscisse a fermare quell’attimo… quando l’acqua si ferma, proprio quel punto, quella curva… è quello che io studio. Dove l’acqua si ferma.
– E cosa c’è da studiare?
– Be’, è un punto importante… a volte non ci si fa caso, ma se ci pensate bene lì succede qualcosa di straordinario, di… straordinario.
– Veramente?

Bartleboom si sporse leggermente verso la donna. Si sarebbe detto che avesse un segreto da dire quando disse

– Lì finisce il mare…

“Oceano Mare”, Alessandro Baricco
Dipinto di Claude Monet, “Pointe de Lailly, maree basse”,  1882


Primavera e altri racconti

agosto 23, 2007

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“Il mare era levigato e lucente; i pescatori sparsi per la riva, o aggruppati dinanzi agli usci delle loro casupole, chiacchieravano della pesca del tonno e della salatura delle acciughe; lontan lontano, perduto fra la bruna distesa, si udiva ad intervalli un canto monotono e orientale, le onde morivano come un sospiro ai piedi dell’alta muraglia;
la spuma biancheggiava un istante, e l’acre odore marino saliva a buffi, come ad ondate anch’esso.”

Giovanni Verga, “Primavera e altri racconti”
Dipinto di Stefano Icardi, “Pescatori”