Il nodo di scotta o bandiera

agosto 25, 2007

Il nodo di scotta o bandiera fa parte dei nodi di giunzione. Diversamente dagli altri, per quanto le cime possano presentare un diverso diametro, risulta altrettanto sicuro. E’ di rapida esecuzione e non scorre. Se sottoposto a forte tensione offre una maggiore resistenza, senza mai stringersi.
 

  

  

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Il nodo piano – I nodi di giunzione

agosto 25, 2007

I nodi di giunzione si utilizzano per unire le estremità di due cavi.
Affinché offrano una certa sicurezza, è necessario che i cavi utilizzati abbino un diametro più simile possibile. I nodi di giunzione, salvo qualche eccezione, si sciolgono facilmente e non danneggiano la cima.
Uno di questi è il nodo piano.

 

 


Il nodo del francescano

agosto 23, 2007

Anche il nodo del francescano appartiene alla categoria dei nodi d’arresto.

  

   


Il nodo Savoia

agosto 23, 2007

Come il nodo Semplice, il nodo Savoia fa parte dei nodi d’arresto.
Possono essere utilizzati come appesantimento nei capi di cime da lancio, e, realizzati ad intervalli regolari, nelle funi di salvataggio rendono più agevole l’arrampicata.

     


Il nodo semplice o collo – I nodi d’arresto

agosto 23, 2007

Il nodo semplice, o collo, è un nodo d’arresto. Questi ultimi, si eseguono per impedire che la cima si sfili da fori o bozzelli.
Tra i nodi, il semplice è il più comune e intuitivo. Se realizzato all’estremità della cima, risulta abbastanza sicuro. Però ha il difetto di stringersi troppo, quindi diventa difficile da sciogliere. Di conseguenza, rischierebbe di danneggiare le fibre della stessa cima.
Per questi motivi, viene poco usato in marineria. Generalmente funge da base per nodi più complessi.

      


I nodi

agosto 17, 2007

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Uno degli aspetti marinareschi più belli è sicuramente quello dell’arte dei nodi.
La sua origine è molto antica. Lo testimoniano alcuni utensili preistorici e la scoperta del “quipu” peruviano: un antico sistema di scrittura in cui si utilizzavano nodi semplici su fili.
Ancora oggi, in alcune credenze popolari, si attribuisce al nodo il potere di collegare lo spirito alla terra.
Durante la vita di tutti i giorni fare un nodo può sembrare un gesto banale, ma è in mare che assume un’enorme importanza. Non esiste un “vero marinaio” che non sappia farli.
Ritrovare la propria imbarcazione a gironzolare per le acque del porto può essere oggetto di derisione per il resto della propria carriera marinaresca!
Anche nell’ambito della subacquea sono indispensabili: legare al proprio giubbotto equilibratore un qualsiasi accessorio necessario per l’immersione, fissare una cima ad un oggetto da recuperare dal fondo o assicurare un malcapitato in difficoltà sono tutte possibili evenienze per chi pratica immersioni sportive. Diventano fondamentali in campo professionale.
I nodi sono garanzia di sicurezza: non basta solo saperli fare, ma realizzarli velocemente e, soprattutto, scegliere quelli giusti in funzione della situazione. Tralasciare uno di questi tre fattori potrebbe mettere a rischio sia la propria incolumità che quella dei compagni.Vengono suddivisi in: nodi d’arresto, di giunzione, ad occhio o gasse, di amante.jpgaccorciamento ed infine di avvolgimento.
Uno dei nodi maggiormente usati, sia per la versatilità che per la semplicità d’esecuzione, è la gassa d’amante.
Sono da evitare, secondo un mio modo di dire, i cosiddetti “nodi coltello”: quelli che necessitano di tale strumento per essere sciolti… Liberare un oggetto deve essere un’operazione altrettanto semplice quanto legarlo.
Provare e riprovare l’esecuzione di un nodo, fino alla perfezione, può risultare noioso, ma è l’unico sistema per acquisire manualità.
A volte, si ha la necessità di fare un nodo in cattive condizioni di luce, per questo, bisogna saperli fare a memoria, in modo naturale e istintivo, ad “occhi chiusi”.

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…Chissà se un giorno riuscirò a trovare il tempo per realizzare il mio quadretto di nodi …

© P.f.d.